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"Bevevo fino al coma, ora sono sobrio da 15 anni": il riscatto di Pasqualino F.

Alcolista-generica

BUDONI. "Ero schiavo dell'alcol. Ora ogni giorno di sobrietà è una benedizione". È il racconto di Pasqualino F., professione fabbro, residente a Budoni, che dopo 15 anni trascorso senza toccare un bicchiere, lo scorso 12 ottobre ha ricevuto l'attestato interclub dell'Arcat (Associazione regionale club alcologici territoriali). 

"Il cammino assieme all’alcol è iniziato all’età di 17 anni circa, come molti ho iniziato a bere in alcune determinate occasioni, ma col passare del tempo queste occasioni erano sempre più frequenti sino a diventare abitudini giornaliere", ha raccontato Pasqualino, "lavoravo come fabbro in una officina, mestiere che ho conosciuto e amato sin dalla tenera età, essendo papà fabbro. Come potete immaginare dentro l’officina stavo poco, dedicavo molto più tempo ad andare con la macchina a far visita ai bar del paese".

Poi l'alcol ha cominciato, giorno dopo giorno, a intaccare il fisico e la mente del fabbro, tra visioni e problemi di salute: "Tra i primi sintomi vi era quello di avere l’impressione che tutti ce l’avessero con me: incominciarono le prime allucinazioni, vedevo animali mostruosi da tutte le parti. Un ricordo in particolare mi è rimasto nella mente: era il mese di agosto e assieme ai miei genitori dovevo andare a Nuoro a fare una visita medica, nel mentre che ci si preparava mi affacciai alla porta e vidi le strade imbiancate di neve, tanta neve e rientrato in casa dissi alla mamma: 'mamma a Nuoro non si può andare più perché le strade sono coperte di neve e partire in queste condizioni è molto pericoloso'. Ricordo molto bene le reazioni di mia madre che, piangendo, si mise le mani sui capelli e disse: 'figlio mio come sei combinato, che Dio ti aiuti!'; 

Una situazione preoccupante che nonostante i problemi di salute, Pasqualino F. si rifiutava di vedere, fino al coma: "Sono stato ricoverato in coma etilico, i medici che mi visitarono sin da subito dissero ai famigliari presenti che non c’erano speranze che da quello stato ne uscissi vivo e di prepararsi al peggio. Alla famiglia non restava altro che preparasi ai funerali e al loculo in cimitero. Come per miracolo, cosi dissero in seguito i medici, dal coma uscivo vivo e conscio di aver messo un piede nell’aldilà". 

Mantenere la sobrietà però non è semplice e negli ultimi 15 anni Pasqualino ha dovuto perdere molte amicizie: "Ho cambiato stile di vita, ho iniziato a evitare quelle amicizie che erano dedite all’alcol, per vivere nella sobrietà, senza sostanze. Finalmente nella mia vita ho ritrovato il sorriso e una serenità mai conosciuta prima".

 

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