In Sardegna

L'Ai prende il posto degli operatori, annunciato sciopero nei call center sardi

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CAGLIARI. L'introduzione massiva dell'Intelligenza Artificiale fa tremare il settore dei call center, anche in Sardegna. L'allarme per una imminente emergenza occupazionale che rischia di mettere in ginocchio decine di famiglie nell'Isola è stato lanciato dai rappresentanti sindacali Alessandro Randaccio (Slc-Cgil Sardegna), Alberto Frau (Fistel-Cisl Sardegna) e Marianna Stara (Uilfpc Sardegna), al termine di una serie di assemblee territoriali con i lavoratori.

L'adozione sempre più diffusa di chatbot, assistenti virtuali e sistemi di gestione automatizzata delle richieste dei clienti rischia di tagliare fuori in tempi rapidissimi decine di addetti sardi. Una trasformazione tecnologica repentina che colpisce un comparto gi fragile: l'occupazione femminile in regime di part-time sfiora il 70%. Per fare argine alla crisi e richiedere tutele immediate, i sindacati hanno pianificato la partecipazione dei lavoratori dell'Isola al primo sciopero nazionale del settore da lunedì 13 a lunedì 27 luglio 2026.

"La trasformazione è in atto e procede a una velocità che non permette di perdere ulteriore tempo", spiegano i segretari regionali, "Chiediamo ai lavoratori sardi di aderire allo sciopero e sostenere una vertenza fondamentale per il futuro del settore". Oltre all'astensione dal lavoro, che per due settimane interesserà il personale full-time nelle ultime due ore di turno e i part-time nell'ultima ora, l'obiettivo dei sindacati è costringere a un passo ufficiale le istituzioni: "È necessario coinvolgere il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), fino ad ora sordo alle nostre richieste, per ottenere al più presto l'apertura di un tavolo strutturale dedicato al settore, indispensabile per affrontarne le criticità e garantire prospettive occupazionali stabili".