In Sardegna

Ambiente, droni e sistemi a pilotaggio remoto per monitorare il territorio: via libera al progetto operativo

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CAGLIARI. Droni e tecnologie a pilotaggio remoto, finora sviluppate solo nell'ambito della protezione civile, ora verranno utilizzate per tutto il sistema regionale. È il nuovo modello operativo approvato con una delibera che ha avuto il via libera dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente e della Protezione Civile, Rosanna Laconi.

Le strutture dell’amministrazione regionale potranno avvalersi dell’organizzazione tecnica già costituita dalla Direzione generale della Protezione Civile — con operatori certificati, una flotta di quadricotteri e piloti qualificati — per le proprie attività istituzionali di monitoraggio, controllo e prevenzione, senza dover costituire un proprio operatore aeronautico.

Il provvedimento si inscrive in un percorso avviato con il protocollo d’intesa sottoscritto con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) il 24 giugno 2024, che ha definito regole, standard operativi e modalità di utilizzo dei sistemi a pilotaggio remoto in ambito pubblico, attraverso un tavolo tecnico congiunto. I lavori del tavolo hanno già prodotto risultati concreti: è stato approvato il primo scenario operativo specifico per attività di monitoraggio territoriale in spazi aerei non segregati, e il personale del Nucleo UAS della Protezione Civile ha ottenuto la qualifica di formatore per i nuovi scenari.

Il passo di oggi risponde anche a un’indicazione espressa dallo stesso ENAC, che ha chiesto alla Protezione Civile regionale di attivare un coordinamento unico a livello di Regione, al fine di evitare duplicazioni di accordi e tavoli tecnici e di standardizzare le procedure in scenari operativi analoghi. In questa direzione, la Giunta aveva già approvato nel settembre 2025 un primo protocollo coinvolgendo il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Il provvedimento odierno estende il modello all’intero sistema Regione.

“Un progetto nato nell’ambito della protezione civile diventa oggi patrimonio operativo dell’intero sistema pubblico regionale", commenta Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente e della Protezione Civile, "L’obiettivo non è semplicemente adottare nuove tecnologie, ma mettere a disposizione di tutte le strutture regionali un’infrastruttura già collaudata, costruita con ENAC, per operare in modo coordinato ed efficace. Droni e sistemi a pilotaggio remoto diventano così strumenti concreti per monitorare il territorio, controllare le infrastrutture, prevenire i rischi e intervenire con maggiore tempestività”.

Il protocollo definisce ruoli e responsabilità con precisione: la direzione generale della Protezione Civile mette a disposizione mezzi, piloti certificati e competenze operative; le Direzioni aderenti individuano le proprie esigenze, garantiscono l’accessibilità alle aree di volo e utilizzano i dati acquisiti per le finalità istituzionali di competenza. La collaborazione avviene nel pieno rispetto dell’autonomia operativa di ciascuna struttura.

Le applicazioni sono trasversali: dalla gestione delle emergenze al monitoraggio ambientale, dal controllo delle infrastrutture alla tutela degli ecosistemi, fino al supporto alle politiche di pianificazione e sviluppo sostenibile. L’obiettivo è migliorare la qualità e la tempestività delle informazioni disponibili, rendendo le attività delle strutture regionali più coordinate ed efficienti.

Con questa delibera, la Regione consolida un modello di amministrazione più efficiente e interconnessa, in cui l’innovazione tecnologica si traduce in strumenti operativi concreti al servizio della sicurezza, della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile del territorio.