Culture

Il “Viaggio libero” nella cultura dei popoli attraverso l’arte al May Mask

 

 

CAGLIARI. Il diritto di viaggiare rappresentato da un’installazione artistica musicale e visiva. Un “Viaggio libero” che partirà dal May Mask (in via Giardini, 149 a Cagliari) il 24 gennaio alle 17,30 e che si ripeterà più volte al giorno anche in altri spazi. La performance dei musicisti e polistrumentisti Massimiliano Murru (percussioni e suoni) e Stefano Giaccone (voce e sax) della durata di venti minuti si svolgerà a bordo di una barca simbolica disegnata da una linea in gesso e colmata dalle statue africane, insieme alle sculture in legno e ceramica dell’Artista Luciano Melis. 

“Si tratta prima di tutto di viaggiare in maniera libera, incontrandosi e discutendo di quello che succede nella vita, rappresentare il vissuto quotidiano di tutti i partecipanti, metterlo dentro una barca e andare in giro per il mondo a condividerlo, in maniera molto libera, dove ci sia un confronto puro”, spiega Massimiliano Murru, “L’idea è nata da un’installazione di Luciano Melis, dalla voglia di rappresentare e discutere sempre di più ciò che si vive al momento: l’immigrazione, le guerre e le dittature. Più si va avanti nel tempo e anziché migliorare si peggiora, sembra quasi che l’uomo voglia autodistruggersi”. L’installazione che già è stata rappresentata sempre al May Mask il 20 settembre dello scorso anno e ancora oggi è in continua trasformazione, qualsiasi musicista, attore, pittore o scultore può farne parte: “È nata come un’installazione molto improntata sull’immigrazione rappresentando una cultura in maniera specifica. Successivamente abbiamo pensato che si dovesse migliorare il tiro, andando oltre la cultura di un popolo, l’essenza quindi è la cultura di tutti”. Così l’installazione diventa un contenitore di voci, musiche, cibo, colori e culture che aprono una strada al diritto inviolabile del viaggio.

“La performance è un viaggio anche mio, personale”, commenta Giaccone, “si tratta di un viaggio spaziale ma anche emotivo, nel tentativo di riprendere una capacità di umanità e quindi di portare anche la musica e il suono dentro una dimensione che sia più umana. Con il tracciare il disegno di una barca su un pavimento si crea una soglia valicabile anche con il pubblico che è coinvolto in maniera simbolica attraverso l’offerta di qualcosa da mangiare ma anche di storie. Una delle letture che vengono fatte è la dichiarazione dei diritti dell’uomo, dove si dice  ognuno deve avere la possibilità di lasciare il proprio paese, ma anche se vuole di ritornarci in quanto cittadino del mondo ”.

Con un format versatile, agile e veloce lo spettacolo è stato studiato per essere portato inscenato in vari momenti della giornata e per più giorni consecutivi, con l’obiettivo di trasformarlo in una esposizione museale molto evocativa da un punto di vista visivo e di immediata fruizione: “Questo lavoro vogliamo assolutamente portarlo in giro per il mondo”, aggiunge Murru, “viaggiare con le nostre valigie cariche di voglia di scambiare e condividere”.