Le parole di Giuseppe Casu, direttore di Coldiretti Cagliari 

 

CAGLIARI. Oltre cinquecento ettari di coltivazioni colpite tra i più di 300 di grano, cereali e oltre 200 di produzioni vitivinicole e danni che, secondo le prime stime, valgono già diverse centinaia di migliaia di euro. Nel Sulcis torna a farsi sentire con forza l’emergenza legata alla presenza incontrollata dei cinghiali, mentre le aziende agricole sono chiamate ancora una volta a fare i conti con un problema che si somma a una stagione già durissima. Coldiretti Cagliari lancia l’allarme e chiede alla Provincia del Sulcis Iglesiente di dare finalmente piena attuazione al Piano di contenimento, utilizzando i coadiutori che hanno già completato il percorso di formazione e che sono pronti a operare.

“Gli agricoltori e gli allevatori hanno fatto sacrifici e hanno dimostrato ancora una volta di essere disponibili a collaborare per affrontare il problema – sottolinea il presidente di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas – ci sono aziende che stanno già pagando un prezzo altissimo. Il lavoro nei campi è stato messo a dura prova dal caldo, dalla siccità e dalle difficoltà idriche e oggi ai problemi climatici si aggiungono quelli provocati dalla fauna selvatica. Vedere le colture distrutte dai cinghiali dopo tutto quello che le imprese hanno dovuto affrontare è un danno che non possiamo più considerare normale o inevitabile”.

 Il problema, secondo Coldiretti Cagliari, è ancora più difficile da comprendere alla luce del lavoro fatto negli ultimi mesi. L’organizzazione ha infatti affiancato le aziende e collaborato con le istituzioni territoriali per favorire il percorso di formazione dei coadiutori. Il risultato è che le figure necessarie per intervenire sono già state formate e sono disponibili. 

“Abbiamo accompagnato agricoltori e allevatori lungo tutto il percorso, offrendo il nostro sostegno e la nostra collaborazione – evidenzia il direttore di Coldiretti Cagliari, Giuseppe Casu – i coadiutori hanno completato la formazione e sono pronti. È difficile spiegare alle imprese perché, mentre i danni continuano, chi si è formato per poter intervenire non venga ancora concretamente impiegato. Non serve un altro rinvio: serve dare operatività al Piano di contenimento e utilizzare le persone che sono già state preparate per farlo”.

Una richiesta che arriva in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura del territorio. Le aziende arrivano infatti da una stagione segnata dalle alte temperature, dalla siccità e dalle difficoltà di approvvigionamento idrico, alle quali si sono aggiunti i danni provocati dal maltempo. In diversi areali il quadro economico delle imprese resta fortemente compromesso.

“La fauna selvatica è l’ennesimo problema che si aggiunge a una situazione già molto pesante – aggiunge Casu – parliamo di imprese che hanno dovuto affrontare siccità, caldo estremo, problemi idrici e perdite produttive e che oggi devono anche difendersi dai danni provocati dai cinghiali. La gestione della fauna deve tornare a essere una questione di equilibrio del territorio: equilibrio ambientale, tutela delle attività agricole e sicurezza delle persone devono procedere insieme”.

PROBLEMA SOCIALE. Per Coldiretti Cagliari, infatti, la questione non riguarda soltanto i campi. La presenza incontrollata della fauna selvatica rappresenta anche un problema per la sicurezza stradale, con il rischio di incidenti provocati dall’attraversamento degli animali e collisioni che coinvolgono automobilisti e motociclisti. Da qui la richiesta alla Provincia del Sulcis Iglesiente di accelerare l’attuazione del Piano. “Abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per mettere gli agricoltori e gli allevatori nelle condizioni di contribuire concretamente al contenimento – conclude Demurtas – ora chiediamo che questo impegno non rimanga sulla carta. Le aziende stanno pagando i danni, i coadiutori sono formati e disponibili: è il momento di metterli in campo”.