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CAGLIARI. Sono 150 le tonnellate di cozze morte nella laguna di Santa Gilla, nelle ultime settimane, a causa del caldo eccezionale che ha colpito la Sardegna.

È l'ennesimo colpo per i pescatori cagliaritani, già messi in ginocchio nei mesi scorsi dal passaggio del ciclone Harry e dalle piogge che avevano alterato l'equilibrio della laguna. "Questi eventi estremi ci stanno complicando tantissimo il lavoro - spiega il responsabile del Consorzio ittico di Santa Gilla, Walter Rizzardini - Prima il ciclone Harry, poi le piogge persistenti hanno fatto crollare la salinità della laguna e l'80% dei molluschi è morto. Quel 20% rimasto ci avrebbe consentito almeno di creare un piccolo reddito per superare quest'anno drammatico, ma è arrivata questa stagione caldissima che ha provocato la moria anche dell'ultimo prodotto che avevamo a mare. Questo ci ha portato al lastrico".

Secondo il Consorzio ittico di Santa Gilla, le 150 tonnellate rappresentano soltanto l'ultima perdita. "Se consideriamo anche quanto abbiamo perso tra gennaio e febbraio, cioè le cozze che sarebbero state pronte per la vendita in questo periodo, il quantitativo è cinque, sei, sette volte superiore. È una perdita enorme", fa sapere Rizzardini.

Per questo motivo gli operatori chiedono un intervento urgente della Regione. "L'amministrazione regionale è già informata delle nostre difficoltà. Chiediamo un sistema di aiuti che ci permetta di ripartire, perché altrimenti rischiamo di ritrovarci nella stessa situazione anche nel 2027. Senza un sostegno economico non riusciremo a rimettere in moto l'attività", ha detto Rizzardini.

Nonostante la fiducia nella disponibilità della Regione, il Consorzio non esclude forme di protesta se non dovessero arrivare risposte concrete. "Siamo pronti a farci sentire di persona. Siamo persone pacifiche, ma quando il reddito non c'è più gli animi si scaldano", conclude Rizzardini.