Liste d'attesa, la Sardegna peggiora sulle prime visite ma recupera sui tempi per gli esami diagnostici: il bollettino Agenas
CAGLIARI. La Sardegna arretra sulle liste d’attesa per le prime visite, ma mostra alcuni miglioramenti per i tempi massimi di garanzia degli esami diagnostici (anche se le percentuali del rispetto dei tempi restano inferiori all’80%). I dati arrivano da Agenas, che ha pubblicato il primo bollettino trimestrale sull'andamento delle liste di attesa, dopo la presentazione della nuova Piattaforma nazionale per il monitoraggio Regione per Regione.
Il report analizza il dato e il trend delle singole Regioni, tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026: a distanza di un anno, in realtà, per la gran parte delle città italiane, per quanto riguarda le prime visite, si evidenzia un buon andamento. Non in Sardegna, però: nell'Isola infatti si è passati dal 69,2% al 64,1% dei casi in cui vengono rispettati i tempi, con un peggioramento quindi di alcuni punti percentuali.
Le prime visite oncologiche sono quelle con la più alta percentuale di rispetto dei tempi di garanzia, e migliorano ulteriormente tra il I° semestre 2025 e il I°semestre 2026, passando dal 94,2% al95,2%. Miglioramenti significativi anche perla visita gastroenterologica (dal 70,8% al74,7%), la visita pneumologica (dal77,7% all'80,9%) e la visita fisiatrica (dal78,5% all'82,7%). Il miglioramento più consistente nelconfronto tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 riguarda la visitadermatologica.
Secondo i dati, in tutta Italia sono state prenotate nei primi 6 mesi del 2026 8,4 milioni di prime visite e 6,6 milioni di esami diagnostici.
Intanto stamattina si è riunita la Sesta Commissione per sentire in audizione l’assessora alla Sanità Alessandra Todde sul ddL 217, sul piano per la riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e sulla proposta di piano regionale dei servizi alla persona. Todde ha detto a margine dell'audizione: "Sarebbe stato irresponsabile non portare evidenze numeriche che abbiamo avuto, disparità nelle liste d’attesa: ad esempio colonscopie e gastroscopie hanno indici di sofferenza molto maggiori rispetto agli altri esami, sono le liste rimaste più indietro".