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BEIRUT. I militari della Brigata Sassari "stanno tutti bene, nonostante i numerosi raid israeliani". Lo ha detto l'inviato a Beirut di RaiNews24, nel quindicesimo giorno di guerra. La tensione in Libano è alle stelle. Rappresentanti israeliani e libanesi, stando a quanto trapela, si incontreranno nei prossimi giorni, mentre continuano gli attacchi di Hezbollah ed i raid delle Idf sul Paese dei Cedri.
I colloqui potrebbero tenersi a Cipro o a Parigi: la prima opzione sembra la più probabile al momento.
Il bilancio delle vittime dei bombardamenti israeliani contro il Libano è salito a 826 e il numero dei feriti ha superato quota 2.000: oltre 50 persone hanno perso la vita nelle ultime 24 ore. Dall'inizio dell'offensiva aerea, il 2 marzo, 826 persone sono morte in diverse parti del Paese e altre 2.009 sono rimaste ferite, 76 delle quali solo dal pomeriggio di venerdi', secondo quanto riportato sabato dal Centro Operativo di Emergenza del Ministero della Salute Pubblica.
"Francamente siamo preoccupati che Netanyahu si stia muovendo verso un altro genocidio con il pretesto di combattere Hezbollah", ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, esortando la comunità internazionale a "agire immediatamente".
Oggi si trova Beirut il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: "Il popolo libanese non ha scelto questa guerra." Sono stati trascinati nella vicenda. Il mio messaggio alle parti in conflitto è chiaro: Fermate gli spari. "Basta con i bombardamenti".
La missione Unifil in Libano era stata rinnovata solo fino a dicembre prossimo: l'Onu aveva precisato che nel 2027 ci sarà "un ritiro ordinato e sicuro".










