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SASSARI. Se la Regione non poteva commissariare i direttori generali della Asl, allora per lo stesso motivo non può nominare i nuovi direttori. Questa l'estrema sintesi della sentenza e delle motivazioni che danno a Flavio Sensi, ex dg della Asl 1 Sassari, la possibilità di tornare al ruolo che gli fu commissariato. Una sentenza che riguarda un caso specifico, ma le idee del Tar sembrano poter trovare applicazione anche negli altri casi.
La decisione del Tar fa il paio con la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo l’articolo della legge regionale su cui si basava il provvedimento. Il Tar ha quindi disposto il reintegro di Sensi e condannato Regione e Asl al pagamento delle spese di giudizio. Spetta ora a Sensi decidere se vuole tornare alla guida della Asl 1 vistoche, da quanto si apprende nelle motivazioni della sentenza, intanto sarebbe stato individuato per ricoprire il ruolo di direttore generale nell'azienda Multiss spa. Da tenere in considerazione che la Regione aveva lasciato vacante il ruolo della Asl 1 di Sassari e forse era già stato previsto questo scenario.
Non tardano ad arrivare le reazioni, primo fra tutti, all'opposizione, Paolo Truzzu: "La Corte Costituzionale ha stabilito che il commissariamento delle aziende sanitarie era illegittimo. Il Tar oggi ha stabilito che le nomine dei nuovi direttori generali sono illegittime. Il parere richiesto dalla presidente della Regione, costato 20 mila euro, è solo carta straccia. La strategia della Todde si è rivelata un fallimento su tutta la linea: Lei è la responsabile del caos della Sanità sarda".










