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CAGLIARI. Il Tar Sardegna ha confermato la legittimità del provvedimento della questura di Cagliari: no all’autorizzazione per la raccolta delle scommesse a un centro a Cagliari, respingendo il ricorso presentato dal titolare dell’attività. La vicenda riguarda una licenza di pubblica sicurezza rilasciata nel 2015 e successivamente rinnovata nel 2019. Negli anni successivi, però, il gestore del centro scommesse è stato coinvolto in un procedimento penale per associazione a delinquere ed esercizio abusivo dell’attività di scommesse, legato a fatti risalenti al 2014.
Il processo penale si è concluso nel 2025 con la prescrizione dei reati. Tuttavia, nella sentenza è stato evidenziato “un quadro indiziario gravissimo che non conclude per l’innocenza degli imputati”, elemento che la questura ha ritenuto determinante per valutare l’affidabilità del titolare. Un primo procedimento amministrativo era stato avviato già nel 2021 e poi archiviato. Successivamente, alla luce degli sviluppi del giudizio penale, è stato aperto un nuovo iter che ha portato alla revoca della licenza.
Nel ricorso, il titolare aveva sostenuto che l’amministrazione avesse fatto un “richiamo acritico” della sentenza penale, senza considerare elementi favorevoli e sottolineando che i fatti contestati erano già stati esaminati in passato senza conseguenze. Il Tribunale amministrativo ha però respinto questa tesi, ribadendo “l’ampia discrezionalità riconosciuta all’autorità di pubblica sicurezza” e il principio del “massimo rigore” richiesto nella valutazione dell’affidabilità degli operatori del settore.
Secondo i giudici, i fatti contestati, pur senza una condanna definitiva, restano di “particolare gravità” e sono direttamente collegati all’attività di raccolta delle scommesse, rendendo legittima la valutazione di una possibile “pericolosità sociale specifica”.













