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CAGLIARI. “Per chi fa ricerca questa possibilità di avere in Sardegna l’Einstein Telescope è un'opportunità per mettere in moto una serie di meccanismi a contorno che veramente ci possono permettere di fare un balzo in avanti veramente molto forte”. Sono le parole del rettore dell’Università di Cagliari Francesco Mola in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico, che si è celebrata questa mattina al teatro Carmen Melis del capoluogo. Al centro del dibattito la scienza, la ricerca e il ruolo strategico della Sardegna nella fisica mondiale, grazie alla possibilità di ospitare l’Einstein Telescope nell’area del Sos Enattos, nel Nuorese.
“Si tratta di uno strumento incredibile che ci permetterà di vedere le onde gravitazionali e ci permetterà di vedere oggetti astrofisici, quello che oggi è invisibile. Ma anche tanto sviluppo tecnologico e la possibilità di portare in Sardegna tanti scienziati, consentendo all’isola di diventare il centro di esplorazione dell’universo per tutto il mondo”, ha detto l’astrofisica Marica Branchesi, che in mattinata è intervenuta durante le celebrazioni dell’anno accademico.
Per il rettore Mola l’Università di Cagliari, che festeggia i suoi 405 anni dalla fondazione, investe e punta sempre a migliorare l’offerta formativa. “Siamo convinti che una regione cresce se cresce in tutta la filiera della formazione, perché altrimenti c’è un rischio di non attrarre quelle energie e quei cervelli che dopo devono costruire la crescita della regione, grazie all’imprenditoria e alle intraprese a tutti i livelli. Su questo tema noi stiamo spingendo moltissimo”, spiega Mola.
Tra i temi affrontati durante la mattinata ci sono anche i nuovi corsi di laurea magistrale, introdotti per il nuovo anno accademico, come Ingegneria gestionale, Tossicologia ambientale e forense, Diritto dello sviluppo sostenibile e dell’innovazione, ma anche Data Science. “in passato avevamo lauree di base e ragazzi costretti ad andar via per cercare luoghi dove potersi specializzare. Il nostro sforza è quello di poter dire ‘si può rimanere in Sardegna’ e quindi formarsi qui per poter costruire le basi di una regione che cresce”, conclude Mola.













