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CAGLIARI. “Io mando mia figlia a scuola e voglio che l’edificio sia in sicurezza”. Sono le parole della presidente del consiglio d’istituto Fausta Mulas sulla grave carenza di spazi all’interno del liceo Alberti a Cagliari.
Di recente, infatti, l’istituto è stato costretto a rifiutare almeno ottanta iscrizioni, su un totale di oltre trecento inviate, per mancanza di aule disponibili. A tal proposito il comitato “Una sede per il liceo Alberti” ha puntato il dito contro le istituzioni locali per non essere ancora intervenute, nonostante le promesse fatte in occasione della campagna elettorale del 2024. “Nonostante da diversi anni questa sia una scuola in crescita e l’amministrazione sa che abbiamo bisogno di aule, ma queste ci vengono negate sia per questioni strutturali sia perché questa non è una sede definitiva sulla quale nessuno in questo momento può investire”, spiega la docente e presidente del comitato liceo Alberti Elisabetta Carta.
Ad aggravare la situazione c’è anche il nodo legato alla concessione per l’utilizzo della sede di viale Colombo che scadrà a dicembre 2027 e che attualmente è sotto la gestione dell’autorità portuale. “Se questa sede rimane ancora nelle mani dell’autorità portuale con una concessione così limitata nel tempo, nessuno potrà metterci mano. La città metropolitana non potrà fare interventi e noi rimarremo con tre sedi geograficamente distanti, con tutti i disagi che ne derivano, soprattutto per i nostri studenti pendolari”, ha detto Carta.
Una situazione che a detta di docenti e genitori starebbe minando il diritto allo studio degli studenti, in particolar modo di quelli pendolari, che rappresentano circa il 65% dell’istituto e che già vanno incontro alle difficoltà legate ai viaggi. Per questo motivo, le richieste sono quelle di accelerare le tempistiche per trovate una soluzione e quella di trovare una nuova sede moderna. “Dicono che i ragazzi non hanno voglia di studiare, non è vero, gli viene chiusa una porta in faccia. Chiediamo che ai ragazzi venga, invece, spalancato un portone, con una scuola dignitosa”. spiega Mulas.
“Abbiamo sempre chiesto che venga costruita una nuova scuola, in un’area vicino a piazza Matteotti che ci raduni tutti. Non deve spaventare a livello di investimento, perché investire sui ragazzi è come investire su di noi”, fa sapere Carta.













