CAGLIARI. “I dispositivi medici che tutte le farmacie sarde forniscono sono quelli previsti dal nomenclatore nazionale recepito dalla Regione”. A parlare sono il presidente dell’Unione regionale di Federfarma, Pierluigi Annis, e il presidente provinciale di Sassari di Federfarma, Manlio Grandino dopo le polemiche sulla fornitura di dispositivi medici nel territorio.
"La situazione attuale deriva da un disallineamento tecnico-informatico che comporta l’emissione di autorizzazioni con tariffe non aggiornate rispetto agli attuali costi di approvvigionamento", spiega Federfarma in una nota, secondo cui non si tratterebbe quindi di una indisponibilità delle farmacie a garantire i presidi ai cittadini, ma di una "problematica amministrativa già formalmente rappresentata e attualmente oggetto di confronto con l’Asl e con l’Assessorato regionale alla Sanità".
Le farmacie operano nell’ambito di convenzioni pubbliche e regole, ricorda l'unione dei farmacisti sardi, e per questo "la soluzione deve essere tecnica e istituzionale" e "la sostenibilità del servizio non può essere rimessa a valutazioni di carattere morale, ma deve poggiare su criteri uniformi e oggettivi validi per tutti".
Federfarma fa sapere che "il confronto con l’assessorato regionale alla Sanità prosegue in modo costruttivo e l’obiettivo comune resta la tutela dei cittadini attraverso soluzioni strutturali, eque e sostenibili per l’intero sistema. Siamo fiduciosi che si possa giungere rapidamente a una soluzione condivisa, nell’interesse primario dei cittadini".











