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CAGLIARI. Non tutto ha funzionato, alcune cose sì, ma la Sanità attuale è frutto di scelte politiche decennali e nessuno può dirsi migliore degli altri. Questo l'estremo sunto della nota inviata dalla presidente della Regione Alessandra Todde che racconta il suo intervento in consiglio regionale. Un discorso, il suo, nel quale affronta le criticità dell'assessorato che attualmente ha assunto ad interim. Ammette fallimenti, ma si dice soddisfatta di alcuni raggiungimenti specifici. E dichiara: "Nessuno arriva dichiarandosi migliore di chi c’era prima".
"Quasi l’intera massa manovrabile é assorbita dal fondo sanitario regionale", scrive Todde a proposito della finanziaria. Un segnale che la Sanità, al netto di slogan, soffre. "In un contesto così complesso non può esserci arroganza o deliri di onnipotenza ma una enorme dose di umiltà. Nessuno arriva dichiarandosi migliore di chi c’era prima. Parliamo di decenni di politiche, riorganizzazioni e scelte che hanno risolto alcuni problemi e ne hanno creati altri, gravi, noti e stratificati. Questo è il contesto che affrontiamo da quando questa Giunta si è insediata nell’aprile 2024".
Secondo la presidente, "la sanità è il banco di prova di un mandato. Se molte cose non hanno funzionato prima, non posso dire che abbiano funzionato perfettamente nemmeno in questi mesi. Le cose vanno dette con chiarezza". E sul suo interim: "Non è una questione di nomine o di poltrone. È stato uno strumento indispensabile per comprendere e misurare una situazione in cui i problemi persistevano, nel rispetto delle istituzioni e delle sentenze". "Assumere un interim complesso significa ascoltare, capire e non ripetere errori già fatti. In questa fase abbiamo un’opportunità decisiva come il Pnrr".
Punto importante della nota firmata dalla governatrice: "In Sardegna manca una vera cultura del dato. Senza misurazione e senza indicatori chiari non si governa un sistema complesso. Il problema è anche nei processi. Le riforme del passato hanno spesso frammentato il sistema, indebolendo il rapporto tra territorio e ospedali e creando competizioni inutili. Dove le cose funzionano meglio è perché si è lavorato sulla presa in carico complessiva delle persone".
E su quello che la Giunta ha fatto bene, dice "senza trionfalismi qualcosa si è mosso". E secondo la presidente queste cose sono: "l’accordo con i medici di medicina generale, fermo da anni, è stato finalmente raggiunto. Quello con i pediatri di libera scelta è stato chiuso dopo molti anni e anche in questa finanziaria si rafforza. L’assistenza domiciliare integrata è cresciuta in modo significativo, passando in un anno da poco più del 6 per cento a oltre l’11 per cento, centrando l’obiettivo Pnrr del 10%. É stato dato un segnale forte e chiaro che vogliamo occuparci dei nostri figli con l’istituzione di 6 posti di rianimazione pediatrica al Brotzu. Anche sul tema delle liste d’attesa il nodo è il metodo. Cup separati e liste statiche non possono che allungare i tempi. Stiamo cambiando approccio, passando da una logica di budget libero in mano al privato convenzionato a richieste mirate di prestazioni. I risultati richiedono tempo".
Infine, sulla finanziaria: "Cento milioni di euro saranno destinati al Fondo sanitario regionale per rispettare la normativa nazionale".














