Un'altra vittima sulla provinciale 2: la strada delle croci ancora una volta al centro della cronaca

 

Foto di repertorio, 2023

VILLAMASSARGIA. Una nuova croce, l'ennesima sulla sp2. La morte di Leonardo Fadda, il ventiseienne cagliaritano deceduto al Brotzu dopo essersi ribaltato ieri a Villamassargia, è soltanto l'ultimo di una scia che continua ad allungarsi su una delle strade più pericolose della Sardegna.

Un'arteria fondamentale per i collegamenti tra il Cagliari e il Sulcis, ma insidiosa. A rendere tragicamente nota la SP2 è la frequenza degli incidenti mortali, spesso scontri tra mezzi dieversi, ma anche autonomi: una carreggiata unica a doppio senso, priva di uno spartitraffico centrale continuo, dove basta un attimo di distrazione, un malore o un'imprudenza. Gli ultimi interventi avevano riguardato il tratto nella città metropolitana, a marzo, dopo le piogge. Nel resto della provinciale la situazione non è migliore: le denuncie degli automobilisti parlano di strade ammalorate, segnaletica spesso poco visibile e illuminazione inesistente: basta un animale nel cuore della notte, come spesso accade, per non avere scampo.

I numeri e la cronologia recente raccontano di un'emergenza costante, denunciata a più riprese anche dalle istituzioni. Appena due mesi fa, il 12 luglio 2026, lo scontro frontale all'altezza del Lago del Cixerri ha strappato la vita a Mirko Sanna e Carlo Cecconi; a giugno, tra Assemini e Sestu, ha perso la vita Mauro Sanna dopo uno schianto contro un palo a bordo strada. Nel luglio 2025 è toccato al motociclista Francesco Mameli, mentre andando a ritroso al 2023 si ricordano la tragedia dei coniugi Cannas a Tanì e il devastante impatto di Medau Piredda in cui morirono i giovani Federico Pinna e Nicola Medda.

I dati ufficiali dell'Istat collocavano la Sardegna ai vertici nazionali per indice di mortalità stradale nel 2023. Nei report sulla sicurezza regionale, la SP2 viene indicata sistematicamente tra i tracciati a più alto coefficiente di rischio: una strada dove gli interventi strutturali e di messa in sicurezza non sono più rinviabili.


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