L'enologo sardo: "Vigne sotto stress per la quarta ondata di caldo, le alte temperature stanno accelerando la maturazione delle uve"

 Andrea-Pala-in-vigna

Guarda YouTg anche su Matex Tv

CAGLIARI. La quarta ondata di caldo che sta colpendo la Sardegna torna a mettere sotto pressione i vigneti. Le temperature elevate stanno accelerando la maturazione delle uve e potrebbero determinare un anticipo della vendemmia di alcuni giorni, soprattutto per le varietà più precoci e nei vigneti maggiormente esposti. A spiegarlo è l'enologo Andrea Pala: "Le prime indicazioni mostrano una maturazione più rapida rispetto al calendario ordinario", dice Pala, "In questa fase è fondamentale controllare quotidianamente i vigneti. Non basta misurare il grado zuccherino: occorre valutare anche l’acidità, lo sviluppo degli aromi, il colore, la consistenza degli acini e lo stato sanitario delle uve". 

Il caldo intenso, soprattutto quando si accompagna a una ridotta disponibilità d’acqua e a temperature elevate anche durante la notte, può provocare stress idrico, disidratazione e scottature dei grappoli. Sopra determinate temperature, inoltre, la vite riduce la propria attività fotosintetica e può rallentare la produzione degli antociani, le sostanze responsabili del colore delle uve rosse.

"Il problema non riguarda soltanto la quantità, ma soprattutto l’equilibrio dell’uva", sottolinea Pala. "Gli zuccheri possono aumentare molto velocemente, mentre l’acidità tende a diminuire. Il rischio è raccogliere uve apparentemente mature, ma che non hanno ancora sviluppato pienamente profumi, colore e struttura". 

In queste condizioni il lavoro dell’enologo inizia già in vigna, attraverso il prelievo di campioni, l’assaggio degli acini e il controllo delle singole parcelle. Ogni vigneto può infatti reagire diversamente in base alla varietà, all’esposizione, all’altitudine, al terreno, all’età delle piante e alla disponibilità idrica. La scelta del momento della raccolta diventa quindi decisiva per preservare freschezza e qualità.

Il lavoro prosegue poi in cantina, dove è necessario ridurre i tempi tra raccolta e lavorazione, controllare le temperature e adattare pressatura, fermentazione e tempi di macerazione alle caratteristiche dell’annata. L’obiettivo è evitare vini eccessivamente alcolici o poco freschi, mantenendo il più possibile gli aromi, l’eleganza e l’identità del vitigno.

"La vite è una pianta resistente e i nostri territori hanno una grande capacità di adattamento», conclude Andrea Pala. "Ma il susseguirsi di ondate di caldo così intense impone di ripensare alcune pratiche agronomiche e di investire maggiormente nella gestione del suolo, della chioma e delle risorse idriche. Difendere l’equilibrio dell’uva significa difendere la qualità e l’identità dei nostri vini". 


Ultime Notizie