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MACOMER. Al centro rimpatri di Macomer sale la tensione dopo che sabato sera è stato appiccato un incendio in un blocco della struttura. In fiamme alcuni materassi e altre suppellettili ammassati nei corridoi. Sul posto sono intervenuti subito gli agenti della Polizia di Stato e i carabinieri in servizio di vigilanza nella struttura, che hanno messo in sicurezza i 17 ospiti di quell'ala, mentre i Vigili del Fuoco di Macomer domavano le fiamme. 

A denunciarlo è il Siulp Sardegna, che racconta ormai di episodi che si ripetono "con una frequenza tale da rischiare di essere considerati fisiologici”. Un pericolo per la vita e l'integrità fisica degli operatori, che preoccupa il sindacato impegnato in una lotta per la sicurezza dei poliziotti che sono già in difficoltà per la carenza di organico. 

"Ogni incendio, ogni atto di violenza, ogni danneggiamento rappresenta un concreto pericolo per la vita e l’integrità fisica degli operatori", si legge in una nota a firma di Giuseppe Caracciolo, segretario regionale Siulp, "e impone un impiego straordinario di risorse umane e professionali, con un inevitabile aggravio del carico di lavoro e delle responsabilità che gravano sul personale di Polizia. Per queste ragioni il SIULP Sardegna richiama con forza la responsabilità della politica, nazionale e regionale, affinché affronti finalmente la questione dei Centri di Permanenza per i Rimpatri con un approccio pragmatico e risolutivo, abbandonando logiche emergenziali che hanno dimostrato tutti i loro limiti. Occorre adottare con urgenza provvedimenti concreti che consentano di agevolare e semplificare il delicato e complesso servizio svolto quotidianamente dagli operatori della Polizia di Stato all’interno dei CPR. Servono interventi normativi che rendano più efficaci le procedure operative, investimenti per garantire strutture sicure e pienamente funzionali, adeguati rinforzi di personale e strumenti idonei a consentire agli operatori di svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni di sicurezza".