CAGLIARI. I cagliaritani sono sempre più vecchi e  sempre più soli. E la città continua a spopolarsi. Gli abitanti diminuiscono ancora e il tracollo è evitato solo grazie agli stranieri, che prendono la residenza nei quartieri del centro storico. Anche se sono sempre meno. Mentre i cittadini "indigeni" si spostano nelle nuove periferie.

L'atlante demografico di Cagliari, appena pubblicato dal Comune, è denso di tabelle che, lette in controluce, spiegano cosa è successo negli ultimi vent'anni nel centro urbano più importante della Sardegna: numeri che possono raccontare la realtà e le dinamiche che l'hanno governata o, se si è politici, anche quelle che dovranno farlo. 

I macrodati, innanzitutto. Alla fine del 2021 Cagliari contava 151.812 abitanti, con una differenza di 730 unità in meno rispetto all’anno precedente e una riduzione di ben 13.593 se il confronto è fatto con il 2001. I nati nel 2021 sono stati  663, i morti 1.987. 

Un apparente paradosso emerge se si guardano i flussi nel centro storico: Castello, senza servizi, è il rione che perde di più (-16,6% in 20 anni, con un rallentamento dell'emorragia nell'ultimo anno, appena lo 0,5% dei residenti in meno rispetto al 2020), mentre il saldo degli abitanti è positivo a Villanova (con un minimo 0,1%), Marina (+2% in 20 anni, anche se l'anno scorso si è registrata una riduzione) e Stampace, dove gli abitanti sono cresciuti del 5,1%. Fa il botto la zona di Is Campus-Is Corrias, dove i residenti sono aumentati del 78% in 20 anni (sono 1673) e crescono anche Barracca Manna e Monteleone, anche se in misura molto minore. 

Una panoramica sui quartieri che deve essere filtrata attraverso le griglie sulla popolazione straniera residente: è composta da 9.227 tra uomini, donne e bambini, soprattutto di nazionalità filippina, ucraina, rumena e cinese, che ammontano nel loro insieme al 45,90% degli stranieri. Nel 2002 era appena 1981.

Nel lungo periodo, quindi, gli stranieri si sono quintuplicati e i flussi delle residenze dimostrano che sono andati a vivere nel centro storico. Ma nel 2021, rispetto al 2020, sono stati appena 34 in più: anche la loro crescita, quindi, ha subito un forte rallentamento. 

Conseguenza: anche la popolazione straniera invecchia e non si rinnova quasi più. Tutti si adeguano al trend di Cagliari, che ha sempre più i capelli bianchi. 

La fascia di età decennale più rappresentata è quella dei cinquantenni, con complessive 25.514 (16,81%) unità, seguita da quella dei sessantenni il cui numero è pari a 22.105 (14,56%). I bambini al di sotto dei 10 anni sono appena 8.381 (5,52%) mentre i cittadini sopra 65 anni sono 43.665 (28,76%) di cui 23.302 (15,35%) ultrasettantacinquenni. 

E le famiglie? Non ci sono (quasi) più. I nuclei con un solo componente sono ben 37.364: anziani rimasti soli, o single. Appena 19.903 i nuclei con due persone e 11.742 quelli di tre. Con sette o più componenti, quindi con tanti figli, ci sono appena 228 famiglie, 40 delle quali a Stampace. 

E chissà se quelli che ne fanno parte di cognome fanno Melis, Sanna, Piras o Serra, che sono i cognomi sardi più diffusi. O Chen o Mendoza, quelli cinesi e filippini più presenti. 

 

 

E.F. 1 Luglio 2022