"Medici di base obbligati per sei ore alla settimana nelle case di comunità, volontarietà? Realtà diversa"
Seguici anche sul nostro canale Whatsapp
ROMA. "In questi giorni si sta cercando di rappresentare l’accordo sulle Case della Comunità come una riforma fondata sulla volontarietà. La realtà è diversa". Lo dichiara in una nota Simona Autunnali, Presidente nazionale dello Snami (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani), contestando duramente i contenuti dell'Accordo collettivo nazionale (Acn) per la medicina generale che "prevede un obbligo fino a sei ore settimanali nelle Case della Comunità. La volontarietà riguarda esclusivamente alcune fasi procedurali e non elimina l’obbligo final".
Autunnali smentisce inoltre le voci su una presunta applicazione per gradi del provvedimento: "La gradualità di cui si parla in questi giorni non è prevista dall’Acn, ma può eventualmente derivare soltanto da accordi integrativi regionali".
Il sindacato autonomo rincara la dose: dal testo finale del decreto sarebbero spariti i punti qualificanti che ne avevano inizialmente motivato il supporto: "Abbiamo contrastato il decreto perché presentava molte criticità, ma quel testo prevedeva anche due riforme che ritenevamo fondamentali: la separazione delle carriere e la specializzazione universitaria in Medicina Generale. Oggi quei due elementi sono scomparsi, mentre è rimasto un obbligo per tutti".
SNAMI annuncia quindi battaglia per l’abolizione del ruolo unico ad attività prevalente e per l’istituzione della specializzazione universitaria, ritenuti strumenti indispensabili per "restituire dignità e attrattività" al settore. Infine, la presidente lancia un allarme sulla dotazione organica complessiva delle nuove strutture territoriali: "Mentre tutta l’attenzione è rivolta ai medici di medicina generale, si continua a ignorare la cronica carenza delle altre professioni sanitarie nelle Case della Comunità. È altrettanto necessario che le retribuzioni siano coerenti con le responsabilità e le competenze richieste alle diverse figure professionali. Solo così si potrà costruire una vera riforma della sanità territoriale".