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I seulesi regalano il materiale, la sarta fa le mascherine: 250 donate all'Oncologico di Cagliari

Sarta-seulo

 

 

SEULO. Sono diverse le aziende sarde che si sono messe all’opera per realizzare le mascherine necessarie per difendersi dal coronavirus. Tra i tanti c’è anche chi ha deciso di farlo per beneficenza, senza ricevere alcun compenso.

È il caso di Paola Sanna, 39enne di Gadoni, che vive a Seulo da diversi anni. Lavora nell’azienda familiare, Tesca 2000. Di solito realizza e vende tappeti e souvenir, adesso invece Paola passa le ore della sua giornata a creare quei dispositivi di protezione tanto richiesti che sembrano non bastare mai. L’altruismo e la generosità sono di casa a Seulo, la stoffa e il materiale necessario per la fabbricazione delle mascherine è offerto da pizzerie, hotel, agriturismo. 

Le mascherine sono state offerte ai seulesi e agli ospedali: 250 sono già state consegnate all’Oncologico di Cagliari e nei prossimi giorni saranno spedite agli ospedali di Isili Sorgono. 

“Perché io ci sto mettendo le mani, il cuore e quelle infinite ore. Ore stancati ma che mi aiutano a non pensare. Perché pensare in questo periodo fa male”, scrive Paola, “un grazie particolare ad ogni singola persona che donando quel piccolo pezzo di stoffa ha fatto si che si potesse creare qualcosa da donare con tutto il cuore”.

Il suo gesto di altruismo è stato ricompensato. La sua attività ha ricevuto un’importante donazione. “Ci tengo tantissimo a ringraziare una persona che in forma anonima ci ha fatto pervenire cifra importante che sarà utilizzata per l’acquisto di materie prime per la realizzazione di ulteriori mascherine da destinare agli ospedali”, conclude Paola.