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CAGLIARI. "Undici pronto soccorso isolani rischiano di chiudere con la scadenza dei contratti dei medici gettonisti prevista il 30 giugno". Lo dice il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni dopo gli ultimi allarmi lanciati dai medici del sindacato Cimo-Fesmed.
“La situazione dei Pronto Soccorso in Sardegna è ormai insostenibile ed è a rischio la vita dei cittadini, i proclami e le scuse della Presidente Todde non bastano più”, dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni.
"I dati certificano quello che FdI denuncia da mesi: la sanità sarda è fuori controllo e il sistema dell’emergenza-urgenza rischia di implodere proprio alle porte della stagione estiva", scrive su una nota.
Lo studio reso noto dalla Uil Fp è la fotografia impietosa del dramma della realtà dei pronto soccorso sardi con un’attesa media dei pazienti fra le più alte d’Italia, l’Isola è al penultimo posto nella classifica nazionale per accessi ogni mille abitanti, strutture congestionate e mancanza di posti letto.
La Cimo Fesmed lancia un ulteriore allarme: con la scadenza dei contratti dei medici gettonisti prevista il 30 giugno, undici Pronto Soccorso isolani rischiano la chiusura. Di fronte a questo scenario apocalittico, la Presidente Todde continua a rifugiarsi nella propaganda, nei sopralluoghi e negli annunci, mentre cittadini e operatori sanitari fanno i conti con le attese interminabili ai P.S., con le barelle nei corridoi, ambulanze bloccate, turni massacranti e reparti sottorganico.
“La verità è semplice quanto cruda: manca una strategia sanitaria, una guida politica, manca la capacità di decidere, non emergono soluzioni strutturali e immediate per arginare il tracollo annunciato. I cittadini sardi, soprattutto anziani, cronici e chi vive nelle zone interne, pagano sulla propria pelle l’incompetenza e l’immobilismo di questa Giunta regionale” continua Meloni. “Servono assunzioni stabili di medici, infermieri e Oss, rafforzamento della rete territoriale, aumento dei posti letto, valorizzazione del personale in servizio e programmazione seria. La sanità non può essere gestita inseguendo le emergenze o scaricando responsabilità su altro. Occorrono competenza, visione e tempestività. Tutto ciò che, ad oggi, la presidente Todde ha dimostrato di non avere”, conclude Meloni.














