In Sardegna

Musicisti sardi in corsia all'ospedale Marino di Cagliari: "Un'invasione pacifica"

1000037828

Seguici anche sul nostro canale Whatsapp

CAGLIARI. “Voci e strumenti di solidarietà - Musica in corsia”, il progetto della Fondazione Maria Carta che porta la musica nelle strutture sanitarie della Sardegna, ha fatto tappa ieri martedì 14 aprile all’Ospedale Marino, unità Spinale Unipolare di Cagliari. Un evento promosso in collaborazione con la Asl 8, con un concerto itinerante dedicato ai pazienti e che ha visto anche stavolta la partecipazione di alcuni tra i rappresentanti più autorevoli dello scenario musicale della Sardegna: la cantante Maria Giovanna Cherchi, Beppe Dettori (chitarra e voce) e il duo Fantafolk (Vanni Masala all’organetto e Andrea Pisu alle launeddas). Momenti di leggerezza e soprattutto di conforto, cultura e vicinanza attraverso i suoni e i canti della musica sarda (da “Nanneddu Meu” e “No potho reposare” al “Duru Duru”), che hanno coinvolto, oltre ai pazienti, i medici e l’intero personale sanitario.

La Fondazione Maria Carta con questa iniziativa ha ribadito il messaggio che il linguaggio della musica è universale ed è capace di unire e curare l’anima. «Un’invasione pacifica, veniamo a portare musica, una carezza quanto mai utile in momenti difficili. Un momento di distrazione dalla sofferenza, in luoghi dove si vive anche la speranza. C’è sempre, per fortuna, qualcuno che ci assiste e ci aiuta. Anche qui il personale fa un lavoro straordinario, del quale ci dimentichiamo spesso», ha detto Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, ente che si ispira ai valori e all’eredità culturale e artistica che ha lasciato Maria Carta, simbolo della musica e dell’identità della Sardegna nel mondo. Maria Giovanna Cherchi, Beppe Dettori e i Fantafolk hanno tutti ricevuto negli anni passati il Premio Maria Carta, ha ricordato Marras: «Oggi abbiamo con noi un altro Premio Maria Carta. È Joe Perrino, che qui è stato assistito. La dimostrazione di come si può venire fuori da situazioni complicate».

«Un evento emozionante, va detto subito – ha commentato Aldo Atzori, direttore generale della Asl di Cagliari –. Non poteva esserci titolo migliore di “Voci e strumenti di solidarietà”, perché le voci sono anche quelle dei pazienti che si raccontano, degli operatori che ascoltano e delle famiglie che sostengono i loro cari».

«Qui rinasce la speranza. La nostra è una struttura a carattere regionale e siamo molto orgogliosi di accogliere un evento di questo tipo. Ringraziamo la Fondazione Maria Carta e i musicisti che hanno partecipato. Consideriamo questa iniziativa anche come un riconoscimento per il nostro lavoro e per i nostri pazienti», ha sottolineato Federico Aime, responsabile dell’Unità Spinale Unipolare.

In rappresentanza dell’amministrazione comunale di Cagliari è intervenuta l’assessora al Turismo Maria Francesca Chiappe: «Non possiamo vivere senza musica, che ci circonda anche quando non la cerchiamo, la troviamo per la strada, nei negozi. Ma siamo anche noi stessi che la chiamiamo, a un concerto per esempio. E quindi, quando arriva in un ospedale, luogo di rinascita, ha un significato ancora più importante».

Il progetto “Voci e strumenti di solidarietà” proseguirà nelle prossime settimane in altre strutture ospedaliere della Sardegna.