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CAGLIARI. Arrivano nuovi fondi dalla Regione per rafforzare i centri anti violenza.
La Giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi in via preliminare la delibera che programma complessivamente oltre 3,3 milioni di euro tra fondi regionali e risorse statali per il 2026, con l’obiettivo di consolidare la rete dei servizi di supporto alle donne vittime di violenza e ai loro figli. Le risorse assegnate puntano a costruire un sistema regionale sempre più strutturato, in grado di garantire protezione, supporto psicologico e legale, percorsi di autonomia e nuove opportunità di reinserimento sociale e lavorativo per le donne vittime di violenza.
“Nessuna donna deve restare sola. È una frase che si ripete spesso, ma che ha senso solo quando si accompagna a fatti e risorse”, dichiara la Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde. “Il contrasto alla violenza di genere non può essere affidato soltanto alle norme o all’azione delle istituzioni: è una responsabilità collettiva che riguarda l’intera comunità. Rafforzare i centri antiviolenza, le case di accoglienza e i percorsi di autonomia per le donne significa dare concretezza a questa responsabilità, costruendo una rete di protezione e di opportunità che non lasci nessuna sola".
Le risorse in campo derivano da 420.000 euro di fondi regionali residui della legge regionale n. 8/2007 e da oltre 2.932.000 euro assegnati alla Sardegna con il DPCM del 29 dicembre 2025 nell’ambito del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. Una quota pari a oltre 988.000 euro delle risorse statali sarà destinata al funzionamento dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza già attivi e accreditati in Sardegna.
In particolare:
- 622.000 euro saranno ripartiti tra i 12 centri antiviolenza presenti nel territorio regionale;
- 366.000 euro saranno destinati alle 5 case di accoglienza operative. I finanziamenti riguarderanno i centri e le strutture gestite, tra gli altri, dalle associazioni Prospettiva Donna (Olbia), Onda Rosa (Nuoro), Donne al Traguardo (Cagliari), Donna Ceteris, dai Comuni di Oristano e Sassari, e da diversi ambiti territoriali PLUS, garantendo continuità ai servizi di ascolto, accoglienza e accompagnamento per le donne vittime di violenza.
Tra i fondi regionali è poi prevista una quota di 146.000 euro destinata al rafforzamento delle procedure di accoglienza in emergenza. Le risorse saranno ripartite in parti uguali – 12.166 mila euro ciascuno – tra i centri antiviolenza gestiti da associazioni ed enti locali, tra cui Donna Ceteris, Donne al Traguardo, FiguraSfondo, Onda Rosa, Prospettiva Donna, i Comuni di Carbonia, Oristano, Ozieri e Sassari e le Unioni dei Comuni del Marghine, Marmilla e Ogliastra.
Ulteriori 74.000 euro saranno destinati allo sviluppo del sistema informativo regionale per il monitoraggio delle attività dei centri e delle case rifugio, mentre 200.000 euro finanzieranno la proroga della collaborazione con l’Irps-Cnr per il progetto di analisi e monitoraggio del sistema antiviolenza regionale “Mariposa”.
La programmazione prevede inoltre importanti investimenti per potenziare la rete territoriale e favorire l’autonomia delle donne:
- 147.597 euro per nuovi servizi antiviolenza, di cui 87.597 mila euro per il nuovo centro di Tempio Pausania e 60.000 euro per l’apertura di nuovi sportelli nei territori privi di servizi specializzati;
- 602.000 euro per l’istituzione o il potenziamento di case rifugio, con risorse dedicate anche alla casa rifugio di Carbonia;
- 737.450 euro per interventi regionali di sostegno all’autonomia abitativa, lavorativa e sociale delle donne che escono da situazioni di violenza;
- 90.300 euro per programmi di orientamento e formazione al lavoro finalizzati all’indipendenza economica delle vittime;
- 180.600 euro per progetti di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole;
- 171.720 euro destinati a progetti del Terzo settore contro le discriminazioni e la violenza di genere.
La programmazione delle risorse è stata condivisa con il Tavolo regionale permanente della rete antiviolenza, che riunisce istituzioni, servizi e associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere. La deliberazione sarà ora trasmessa al Consiglio regionale per l’acquisizione del parere della Commissione competente, come previsto dalla normativa regionale.















