In Sardegna

Verso il referendum, affollato confronto sulla riforma della giustizia a Cagliari

nuovo-confronto-riforma-giustizia

Seguici anche sul nostro canale Whatsapp

 

CAGLIARI. È stato un confronto approfondito, partecipato e dai toni pacati quello che si è svolto nel salone parrocchiale della comunità salesiana di San Paolo, in Piazza Giovanni XXIII, a Cagliari, in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione culturale “Sicurezza Partecipata e Sviluppo”. Ad aprire i lavori è stato Antonello Caria, rappresentante dell’associazione organizzatrice, che ha ringraziato il parroco don Wi e la comunità salesiana per l’ospitalità, oltre ai numerosi presenti in sala.

"Abbiamo voluto questo incontro – ha dichiarato Caria – non per alimentare contrapposizioni, ma per offrire strumenti di conoscenza e favorire una scelta libera e consapevole da parte di ogni cittadino".  Don Wi ha portato un breve saluto, sottolineando "il valore della partecipazione civile e del dialogo rispettoso, soprattutto quando si affrontano temi che incidono sull’assetto costituzionale del Paese".

Il confronto, moderato dal giornalista Sergio Nuvoli, si è sviluppato per oltre due ore davanti a una platea di circa cento persone, composta in larga parte da magistrati, avvocati, giuristi, liberi professionisti e cittadini interessati ad approfondire i contenuti della riforma.

A confrontarsi sulle ragioni del Sì e del No sono stati il magistrato Alessandro Castello, per il No, e l’avvocato Aldo Luchi, per il Sì.

Castello ha espresso preoccupazione per "l’equilibrio costituzionale e per l’autonomia della magistratura", ritenendo che la riforma possa incidere su assetti delicati dell’ordinamento.

Di diverso avviso Luchi, che ha sostenuto come "la separazione delle carriere e una più netta distinzione delle funzioni possano contribuire a rendere il sistema giudiziario più chiaro ed efficiente".

Nel corso del dibattito è intervenuto anche il magistrato Giorgio Latti, presidente della I Sezione Civile del Tribunale di Cagliari, che ha richiamato "il lavoro dei Padri Costituenti, capaci di scrivere la Carta fondamentale attraverso il dialogo tra culture politiche diverse», mettendo in guardia da «processi graduali che rischiano di incidere sulle garanzie democratiche senza piena consapevolezza".

Contrario alla riforma anche l’avvocato Patrizio Rovelli, che ha ribadito "la fiducia nell’attuale architettura costituzionale della magistratura», pur riconoscendo «la necessità di una riforma organica della giustizia attraverso un confronto parlamentare ampio e condiviso".

Sulla stessa linea il già direttore della Rai Sardegna Romano Cannas e il magistrato Paolo Fasoli, intervenuti con proprie valutazioni critiche.

A favore del Sì sono intervenuti l’avvocato Massimiliano Masia, che ha sostenuto «l’opportunità della separazione delle carriere come elemento di maggiore equilibrio», il medico Mondino Ibba, che ha motivato la propria posizione favorevole, e Alessio Grazietti, che ha illustrato le sue argomentazioni a sostegno della riforma.

Il dibattito si è svolto in un clima di rispetto reciproco, con interventi dal pubblico e momenti di confronto diretto tra i relatori.

In chiusura il moderatore Sergio Nuvoli ha richiamato l’importanza di "un voto informato e consapevole, nel rispetto delle diverse sensibilità", congedando i presenti con una battuta che ha raccolto l’attenzione della sala: "Che il buon Dio ce la mandi buona".

L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione della partecipazione civica e dell’approfondimento democratico portato avanti dall’associazione organizzatrice.