In Sardegna

Patto dei sindaci, nasce l'iniziativa per il Treno Storico della Sardegna

Trenino-Verde-Sardegna

MANDAS. Nasce il patto dei sindaci, firmato oggi a Mandas, per il Treno Storico della Sardegna.

I sindaci, insieme ad Anci Sardegna, delle tratte da Bosa a Macomer, da Mandas ad Arbatax, da Isili a Sorgono e da Sassari Tempio a Palau, hanno firmato il documento che si allega per arrivare in tempi brevissimi alla fondazione del Treno Storico.

“Negli ultimi decenni, in tutta la Sardegna, ai rilevanti fenomeni di espansione di poche aree urbane è corrisposto il progressivo abbandono delle zone interne dell’isola: allo spopolamento progressivo sono seguite numerose gravi problematiche, ben lontane dalle suggestioni che pure i piccoli paesi evocano, dovute alla scarsità di risorse, alla progressiva chiusura dei servizi, sì da rendere difficile il vivere e lavorare in queste realtà. A fronte di questo scenario di criticità che riguarda la generalità dei territori rurali e montani, esiste una potenzialità ancora inespressa legata al patrimonio paesistico e culturale di luoghi dall’alto valore identitario, che per gran parte possono essere scoperti attraverso i viaggi sul Trenino Verde. Su questa consapevolezza si basa la scelta dei Comuni attraversati dalle linee Macomer-Bosa, Mandas-Isili-Sorgono, Mandas-Arbatax e Sassari-Tempio-Palau di dar vita al patto dei sindaci per il treno storico della Sardegna”, si legge nel comunicato.

Diversi i punti fondamentali di questa iniziativa: recupero e valorizzazione di stazioni, caselli, vecchie colonie e beni storici da sottrarre all’abbandono, per ricondurli ad un utilizzo produttivo; ancora, lavori di manutenzione per vecchi binari e il consolidamento di ponti e viadotti.

Fondamentale anche la realizzazione, nelle linee ferroviarie del Treno Storico, di più itinerari e percorsi storico-naturalistici culturali-paesaggistici ed archeologici.

L’iniziativa mira, inoltre, al recupero e all’eventuale messa in esercizio di antiche locomotive a vapore, carrozze e materiale d’epoca.

Spazio anche alla storia delle ferrovie attraverso l’itinerario “Opere d’Arte di ingegneria ferroviaria e architettonica”, costruito sulla valorizzazione dell’eccezionale patrimonio costituito dagli antichi viadotti, con travate metalliche o in pietra anche a due ordini d’archi, o dalle lunghe gallerie scavate nella roccia, considerando che vennero costruite nel ‘800 tra le montagne dell’interno, con tecniche di avanguardia per quei tempi.