In Sardegna

Natura e socialità con la passeggiata inclusiva dell'Anmic a Monte Arcosu

Monte-Arcosu-

UTA. Una scorpacciata di natura e socialità, immersi in scenari di grande bellezza con totale serenità, così possiamo definire la giornata che ha avuto luogo il 28 maggio nella suggestiva cornice della riserva di Monte Arcosu, l’area naturale protetta all’interno del parco di Gutturru Mannu, di proprietà del Wwf italia e gestita in accordo con Fondazione Domus de luna.

Un’iniziativa nata grazie alla collaborazione tra ANMIC Cagliari, la Fondazione Domus de luna e la Cooperativa dei buoni e dei cattivi,  studiata e progettata nel dettaglio per essere alla portata di tutti.

IL RACCONTO

"La giornata è iniziata al mattino presto quando, dopo esserci incontrati a Cagliari, su un pullman affittato per l’occasione ci siamo diretti all’oasi. Già dall’arrivo, l’aria pulita, il profumo intenso della macchia mediterranea, le distese di verde e l’accoglienza calorosa delle guide, hanno regalato un sorriso a tutti i presenti. Subito dopo sono iniziati i racconti: ci trovavamo in quasi quattromila ettari di foresta, dal cuore di lecci e sugheri, dove si aggira indisturbato il cervo sardo, simbolo della fauna isolana, insieme ad oltre altri mille specie animali.

La riserva di Monte Arcosu è inserita nel più vasto parco di Gutturu Mannu (grande gola), all’interno di un’area montuosa e costituisce la foresta di macchia mediterranea più estesa del Mediterraneo. L’itinerario è stato studiato e pianificato per escludere qualunque tipo di difficoltà e abbattere le barriere fisiche che solitamente condizionano i disabili durante le escursioni. Il trekking è durato circa due ore, in cui è stato percorso il sentiero dell’oleandro, uno dei numerosi sentieri presenti e  tra quelli di più facile percorrenza, che ci ha permesso di visitare la parte iniziale della valle del Rio Guttureddu, la più estesa presente in Oasi. Il nome di questo percorso è riconducibile alla rigogliosa fioritura di oleandro, che durante il periodo estivo trasforma il letto del torrente in un colorato serpentone rosa.

Numerose sono state le soste per rifocillarsi e contemporaneamente ascoltare le storie su questo significativo patrimonio naturalistico e fare una scorta di cultura. Il percorso terminava poi con l’arrivo al punto di ristoro, dove, all’ombra di enormi e magnifici alberi era stata allestita una tavolata per tutti i partecipanti.

“Questa giornata è stata bella perché siamo all’aria aperta, ci relazioniamo con gli altri, ci conosciamo e facciamo amicizia” commenta Carola, una delle partecipanti. “E’ stata un’iniziativa interessante, che spero si ripeta spesso” aggiunge Michelangelo. Enrica, col sorriso stampato sul viso, conferma: “E’ stata un’iniziativa piacevole ed è stato bello stare con gli amici dell’ANMIC”.

Con la pancia e il cuore pieno da questo momento di socialità e condivisione, ci siamo reimmersi nei sentieri della foresta fino a ritornare alla nostra base e fare rientro a casa.

Questa collaborazione è nata per promuovere un’escursione completamente inclusiva, a misura di persona con disabilità e per consentire così ai soci dell’ANMIC di vivere un’esperienza nuova, in cui si sentissero tutelati e protetti, ma soprattutto accolti. Dall’altra parte, per l’oasi, sperimentare l’accoglienza di un gruppo in cui erano presenti tante persone con disabilità, ha rappresentato un’ottima occasione di incremento di competenze e per testare la capacità del sito di accogliere un’utenza fragile. L’esperienza delle guide e della squadra a supporto dell’oasi e il sostegno organizzativo dell’ANMIC hanno consentito ai partecipanti di fare una scorpacciata di natura e socialità, immersi in scenari di grande bellezza con totale serenità.

L’ANMIC è consapevole di quante e quali siano le barriere davanti alle quali, tutti i giorni, e soprattutto in occasioni come escursioni e viaggi, si trovino davanti quotidianamente le persone con disabilità. Prenotare strutture inclusive e trovare mete accoglienti è molto spesso talmente difficile e dispendioso che porta a soprassedere. L’obiettivo che ANMIC ha più a cuore infatti, è quello di eliminare tutti quegli ostacoli che portano l’invalido a sentirsi in qualunque modo “diverso” e escluso da qualsivoglia occasione di vita e socialità. Per questo la speranza è che questa giornata possa diventare la prima di una lunga serie, e che possa rappresentare un segnale per l’opinione pubblica sulla necessità di favorire la crescita del turismo accessibile e attento ai bisogni di tutti"