Culture

In libreria "We are family", Follesa racconta 12 storie di unioni civili

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CAGLIARI. È in libreria We are family – Storie di unioni civili, il nuovo libro-saggio di Giovanni Follesa, pubblicato da Janus Editore nella collana Mareaperto, che racconta le storie di dodici coppie omosessuali sarde che si sono potute sposare grazie alla Legge Cirinnà.

Il 20 maggio del 2016 il Parlamento italiano approva la Legge n. 76, il testo che regolamenta le Unioni Civili omosessuali. Il libro “We are family” racconta la storia di dodici coppie sarde che all’indomani dell’approvazione della Legge hanno deciso di sposarsi. Nelle loro parole emerge una testimonianza personale e intima del percorso familiare, un approfondimento sulle dinamiche sociali nel nostro Paese, una riflessione sul significato di famiglia. Ciascuna coppia nel presentarsi mette a nudo se stessa: l’amore, i sogni, i problemi quotidiani, il coming out, le aspirazioni, il futuro da immaginare e costruire giorno dopo giorno.

Dentro queste storie moderne c’è molta complessità e altrettanta felicità: chi ha adottato una figlia o un figlio, chi lo aspetta, chi è riuscita a battezzarla in Chiesa. E chi vive “semplicemente” insieme da quarant’anni, quando i diritti civili non esistevano. “We are family” è un libro ricco di umanità, un esempio positivo per chi cerca il coraggio di mostrarsi senza maschere e vivere finalmente la propria vita; ma ha soprattutto la forza di insegnare, a chi ancora non vuole comprendere, che la famiglia non è unica ma esistono diverse famiglie, senza discriminazioni. Ciò che lega le famiglie è un solido e profondo programma affettivo.

Le coppie, guidate dalla mano di Giovanni Follesa, indicano che il percorso intrapreso, anche in Italia, è quello giusto, malgrado sia carente in alcuni punti, a partire dal tema delle adozioni. Il libro si avvale della prefazione di Ivan Scalfarotto e la postfazione di Monica Cirinnà, dei contributi del giurista Antonio Rotelli e dell’ARC Cagliari.

“Cosa sia allora ‘We are family’ ciascuno avrà modo di scoprirlo facendosi guidare dalla propria sensibilità”, spiega l’autore. “Io ho solo raccontato l’amore di quelle coppie che aspettavano una legge per potersi sposare. E ringrazio Marco e Diego, Teresa e Luna, Carlo e Pierpaolo, Alessandro e Adriano, Simona e Stefania, Antonio e Andrea, Damiano e Sergio, Filippo e Daniele, Cristina e Annalisa, Sandro e Massimo, Giorgia e Francesca, Giovanni e Stefano per avermi mostrato la loro intimità. Ciascuno ha mostrato un universo da esplorare, una parabola da condividere, un esempio da mostrare. Della stragrande maggioranza dei protagonisti e delle protagoniste non conoscevo i volti, il suono della voce, il sorriso. Eppure, mi hanno accolto. E questa accoglienza è prima testimonianza del significato profondo di famiglia.
Esempio per chi purtroppo insiste e si accanisce con le discriminazioni. Ne sono davvero convinto: rappresentano un esempio per il Paese, per coloro che ancora si rifiutano di capire. Spero possano diventare modello e ispirazione per le ragazze e i ragazzi che hanno paura di mostrarsi per ciò che sono veramente, che indossano una maschera tanto in famiglia quanto a scuola. Essere se stessi è il miglior modo per affrontare la vita”.

Completa l’opera una dettagliata ricognizione sul numero di Unioni Civili, suddivise per genere, registrate nei 377 comuni sardi nel periodo giugno 2016 - 31 dicembre 2020, per un totale complessivo di 153 femminili e 305 maschili.

Il progetto nasce con il contributo della Fondazione di Sardegna e con il sostegno della CGIL Sardegna.