Culture

Noir: "Le mie origini rappresentate con l'hip hop e la trap"

 

 

CAGLIARI. Un progetto nato per gioco, tra amici, quando da adolescenti si immedesimavano nei rapper americani come Eminem o 50 Cent, punti di riferimento che hanno fatto scattare quella scintilla per sperimentare attraverso le gare di freestyle o creare collaborazioni: "Magari uno creava il beat e io provavo a buttare giù una strofa. Nel tempo abbiamo conosciuto sempre più persone e ci siamo appassionati". Si tratta di Noir, nome d'arte di Davide Fenu, classe 1995, che ha fatto della sua musica un modo per raccontare il contesto in cui è nato, Pattada e non solo: "Volevo rappresentare l'immaginario, l'ambiente che si respira, non solo del mio paese, ma del circondario", spiega, "perché se vai a vedere nei video trap o rap trovi ad esempio palazzine o macchine lussuose, tutti tendono a riprendere l'ondata americana, che non trovo brutta, ma io ho voluto rappresentare le nostre origini che non si trovano nell'ambito dell'hip hop italiano". 

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Noir ha voluto provare ad andare oltre lo stereotipo del genere musicale, ma anche locale, come del cartellone stradale dell'entroterra sardo bucato dai pallettoni, rappresentando comunque scenari oscuri, da cui deriva anche il nome del progetto: "Quando dovevo scegliere il nome cercavo qualcosa che si associasse al mio modo di scrivere così è venuto Noir che rappresenta un contesto buio e si ispira a molti gruppi francesi che ascolto, come Pnl o Sch". Da qui sono stati pubblicati tre video, "Problemas", "Godzilla" e ultimo "Balentia", mentre oggi è in arrivo un disco attualmente ancora in fase di elaborazione, ma che troverà all'interno collaborazioni con diversi produttori, rapper sardi e non solo . "Non voglio smascherare niente finché non sarà concluso, posso solo dire che sarà un disco bomba e sono molto contento perché ci saranno degli artisti che ho ascoltato per tanto tempo". 

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