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CAGLIARI. "Qui nessuno è straniero", "Art.34. La scuola è aperta a tutti. Siamo tutti uguali". Sono le scritte sugli striscioni comparsi questa mattina all'ingresso del Liceo Pitagora di Selargius, nel cagliaritano. Il riferimento è al nuovo decreto scuola voluto dal governo, che introduce un tetto massimo del 30% di studenti stranieri nelle classi.

Per le primarie, infatti, la misura riguarderà gli alunni senza cittadinanza italiana che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. Per medie e superiori invece il limite si applica agli studenti stranieri che non hanno frequentato con successo almeno tre anni scolastici nel sistema di istruzione italiano.

Ma il decreto sta portando in queste settimane a numerose proteste e prese di posizione, anche da parte degli stessi studenti, come nel caso del liceo scientifico selargino: "La scuola non è solamente il posto dove veniamo ogni mattina per fare lezione, prendere voti e sostenere verifiche", scrive il gruppo degli studenti del Pitagora sui social, "È il luogo in cui impariamo a confrontarci con persone diverse da noi, a conoscere realtà differenti e a costruire la nostra idea di futuro. Proprio per questo, il nuovo decreto ha aperto un dibattito importante".

Gli studenti del Liceo parlano anche degli interventi di potenziamento dell'italiano voluti dal governo Meloni e delle misure "per favorire il coinvolgimento delle famiglie nel percorso scolastico": "Al di là delle diverse posizioni politiche, però, noi studenti dobbiamo porci una domanda: quale idea di scuola vogliamo costruire? Una scuola nella quale le differenze rappresentano un problema da distribuire o una realtà con cui imparare a convivere?".

I rappresentanti degli studenti del Pitagora chiariscono: "Riteniamo importante poter discutere di ciò che riguarda la scuola e il nostro futuro. Perché siamo noi che viviamo ogni giorno nelle aule e saremo noi a vivere le conseguenze delle decisioni che vengono prese oggi. Questo non è uno slogan contro qualcuno. È un messaggio su quale dovrebbe essere il ruolo della scuola".