CAGLIARI. Burgos, Furtei, Teulada. E poi ancora Florinas, Olzai, Samassi, Aglientu. La Sardegna brucia. Da nord a sud. Non c'è giorno in cui un pezzo di vegetazione del territorio regionale non finisca per diventare cenere. Le immagini scattate quotidianamente dall'alto del Corpo forestale mostrano interi campi bruciati. Neri. E i mezzi aerei (regionali ma anche Superpuma e Canadair) sono costantemente in volo per spegnere incendi, in ogni angolo dell'Isola già in sofferenza per le temperature da record di questi giorni.

Eppure sembra quasi diventata "normalità" l'assistere impotenti a roghi che devastano il territorio quotidianamente. Anche oggi, lunedì 20 luglio, sarà una giornata ad alta pericolosità per gli incendi. Confermato il codice arancione per tutta la Sardegna. 

Intanto l'Isola si trova a fare i conti anche con un'altra emergenza: quella dell'ondata di calore, che ieri, per la terza volta nel corso della settimana, ha portato al raggiungimento dei 47 gradi, a Orani: temperature definite "eccezionali" dagli stessi esperti e che preoccupano sempre più su ciò che saranno le estati future. Se non uguali, forse peggiori di quella vissuta quest'anno.