CAGLIARI. "Ci troviamo ad affrontare i turni con due unità di professionisti. C'è un numero di lavoratori irrisorio rispetto al carico assistenziale. È un quadro allarmante che mette a rischio i lavoratori e a repentaglio la sicurezza delle cure per i piccoli pazienti". A denunciare la situazione del pronto soccorso pediatrico del Brotzu di Cagliari è il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, che lamenta una carenza, ormai cronica, di personale che riguarderebbe anche l'emergenza urgenza pediatrica.
Il sindacato, per voce della sua rappresentante Alessandra Arca, restituisce un quadro allarmante della situazione: “Sono mesi che ci lamentiamo per la carenza, ormai cronica, di personale infermieristico – ha spiegato Alessandra Arca - ci troviamo ad affrontare i turni con due unità di professionisti. La carenza di infermieri al pronto soccorso pediatrico Cagliari rappresenta un pericolo altissimo per la categoria e per la salute di chi arriva”.
Un altro tema scottante sono gli infermieri neolaureati che sarebbero senza affiancamento. “La composizione dell’organico – ha proseguito la rappresentante del NurSind - è la poca esperienza in un triage dei professionisti neolaureati: infatti, circa la metà del personale in servizio risulta attualmente di nuovo inserimento. E’ evidente che questi professionisti vadano formati e non possano ancora avere l’esperienza necessaria per la gestione del primo soccorso”.
"La programmazione dei turni - si sottolinea nella nota inviata alla Direzione Sanitaria e altri organi competenti - per tutto il mese di giugno aggrava ulteriormente la criticità complessiva. La direzione prevede infatti la compresenza di un solo infermiere esperto e di un collega di recentissimo inserimento, spesso un neolaureato. Questa combinazione azzera il periodo di formazione sul campo e di affiancamento opportuno che un reparto così delicato richiede necessariamente per salvare vite umane".
Triage in tilt e rischi assistenziali e professionali. “L'assetto con sole due unità operative crea una paralisi assistenziale quotidiana. Quando l'infermiere esperto deve dedicarsi interamente e per ore consecutive all'attività di triage, l'altro infermiere si trova da solo in carico i due ambulatori del servizio. Il professionista appena assunto sostiene così l'intera attività di assistenza in emergenza-urgenza senza il supporto di una guida esperta. Questa gestione espone la struttura a un concreto rischio di errori terapeutici -hanno concluso dal NurSind - e ritardi nelle prestazioni e scarse capacità di sorveglianza sul piccolo paziente”.
Aggiungi YouTG.net tra le tue fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie su Google.
• Aggiungi YouTG.net alle fonti preferite •













