Il capo della Protezione civile Antonio Belloi spiega le procedure per gli arrivi. Gli aeroporti si sono adeguati? 

 

CAGLIARI. Misurazione della temperatura. Poi, nella sala successiva "innanzi a noi una scatola. Anonima e solitaria. Non c’è nessuno che ci dica a cosa serve. E si sa le scatole non parlano". A descrivere la filiera di quelli che dovrebbero essere i controlli all'arrivo all'aeroporto di Elmas è la parlamentare Pd Romina Mura, sbarcata alle 23,15 da Fiumicino. C'è l'autocertificazione da consegnare. E se esiste la possibilità di compilare i propri dati attraverso il sistema informatico regionale (QUI IL MODULO), come spiegato dal capo della Protezione civile Antonio Belloi (QUI LA NOTIZIA E L'INTERVISTA) desta perplessità quell'involucro di cartone nell'aera Arrivi del Mario Mameli. Gli aeroporti si sono adeguati alle direttive? 

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"Che si fa?"; si chiede la deputata,  "Dovrò mettere qualcosa nella povera scatola o dovrò infilarci la mano e pescare una comunicazione, una direttiva di comportamento o magari un test rapido per verificare se sono positiva al Covid?". Poi le domande, legate alla privacy: "E se io ci mettessi una dichiarazione con i miei dati anagrafici, relativi al mio domicilio e addirittura quelli attinenti alla mia salute in che mani finirebbero? Da chi verrebbero letti e tutelati?".

La Mura sostiene che chiunque abbia messo quella scatole la debba togliere "perché è un pessimo biglietto da visita per la Sardegna e non può assolvere alla funzione di raccogliere le registrazioni. Molti passeggeri, dopo averla guardata, sono passati dritti. Doveva esserci un passaporto sanitario", conclude la deputata dem, "c'è una scatola". 

Redazione 12 Giugno 2020