Il tribunale dispone il reintegro del direttore sanitario Massazza a Cagliari: "Todde paghi di tasca"

 

CAGLIARI. Bufera sulla sanità regionale dopo la decisione del giudice del Lavoro che ha disposto il reintegro di Roberto Massazza nel ruolo di direttore sanitario della Asl 8 di Cagliari, giudicandone illegittima la revoca. Il provvedimento giudiziario innesca la reazione durissima dell'opposizione di centrodestra.

"Ci auguriamo che la presidente Todde paghi di tasca propria e non con i soldi dei cittadini sardi: il danno erariale è palese", tuona Fausto Piga, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale. La vicenda trae origine dalla legge regionale n. 8 del 2025 sul riordino della sanità sarda, che aveva portato alla decadenza anticipata dei vertici aziendali, successivamente dichiarata incostituzionale dalla Consulta con la sentenza n. 198 del 2025.

La sentenza del giudice, oltre a sancire il reintegro di Massazza, condanna l'amministrazione regionale attraverso le Asl a corrispondere un risarcimento di 5.867,96 euro netti, pari alla differenza di retribuzione rispetto all'incarico al Brotzu in cui il dirigente era dovuto rientrare. "Questo è solo la punta dell'iceberg: ora arriveranno a cascata gli esiti degli altri ricorsi pendenti e le parcelle delle spese legali", avverte Piga, definendo l'intera operazione di spoils system sanitario una "mala gestione politica" e chiedendo che la spesa venga coperta direttamente dai responsabili politici.

Sulla stessa linea interviene Ivan Piras, consigliere regionale di Forza Italia e componente della Commissione Sanità: "La lunga serie di atti illegittimi adottati in questi due anni e mezzo sta compromettendo il buon funzionamento della sanità sarda. La vittoria in tribunale del direttore sanitario Massazza, rimosso illegittimamente dalla Asl 8, rappresenta soltanto l’ultimo episodio di una sequenza di bocciature da parte dei giudici dell’operato della Giunta e dei vertici da essa nominati".

"Dalla Corte costituzionale al TAR, fino al giudice del lavoro, continuano ad arrivare pronunce che censurano le scelte compiute nella gestione della sanità. A pagarne il prezzo sono la stabilità delle aziende sanitarie, il lavoro degli operatori e i servizi ai cittadini", prosegue Piras. "Si usi il buon senso e si interrompa una gestione segnata da contenziosi e provvedimenti illegittimi, riportando la sanità sarda nel solco dei principi di una sana azione politica e amministrativa".


Ultime Notizie