CAGLIARI. Piano industriale chiaro, garanzie sull'occupazione e salvaguardia delle peculiarità di ciascuno scalo dell'Isola: questo chiede la Fit Cisl Sardegna dopo le precisazioni fornite dall'assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca, sulla paventata fusione dei tre aeroporti sardi.
"Prendiamo atto dei chiarimenti: il Term Sheet è preliminare e non vincolante, ma proprio perché il percorso è aperto occorre avviare subito un confronto trasparente con le parti sociali", affermano la segretaria generale Claudia Camedda e il segretario regionale Gianluca Langiu. Il sindacato chiede poi di chiarire come la Regione intenda esercitare i propri poteri di indirizzo in assenza di una maggioranza pubblica nella holding e richiama i vincoli posti dalla Corte dei Conti.
A fronte delle stime del Piano nazionale degli aeroporti – che ipotizza al 2035 un flusso potenziale di 15,3 milioni di passeggeri in Sardegna rispetto a una capacità ricettiva attuale di 14,1 milioni – la Fit Cisl parla di ampliamento del terminal di Cagliari, destagionalizzazione delle rotte su Olbia e tutela della funzione territoriale di Alghero.
Criticità vengono sollevate anche sulla continuità territoriale: pur prendendo atto dei volumi di traffico in crescita presi in esame dalla Giunta, nei mesi estivi si sarebbero registrati ritardi sul 26% dei collegamenti e un numero di voli inferiore a quello previsto.