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CAGLIARI. "Abbiamo aspettato, abbiamo ascoltato le giustificazioni della direzione, abbiamo eseguito i giusti confronti, però adesso non possiamo più aspettare”. Sono le parole di Tiziana Usai, presidente della Rsu, che questa mattina, insieme agli altri lavoratori di Ares, in occasione di una riunione nella sede dell’azienda a Cagliari ha chiesto alla Regione di sbloccare la situazione organizzativa.
L’incontro di oggi ha lo scopo di riportare l'attenzione sulle criticità già denunciate da tempo e chiedere certezze sull'attuazione dell'atto aziendale e sull'approvazione del piano triennale del fabbisogno del personale. "I lavoratori hanno bisogno di risposte, non possono esserci più rinvii. Noi chiediamo un'applicazione concreta dell'atto aziendale. Abbiamo bisogno di un'organizzazione certa, perché i lavoratori devono avere binari sicuri sui quali muoversi", ha detto Tiziana Usai, presidente Rsu Ares.
Per la Rsu, il problema non riguarda soltanto l'organizzazione interna, ma anche la capacità di Ares di garantire i servizi alle altre aziende sanitarie della Sardegna. "Se il servizio non funziona, a farne le spese sono i cittadini", fa sapere Usai.
"Ares Sardegna è piena di personalità e professionisti di altissimo livello che non possono erogare al meglio le loro professionalità perché siamo imbrigliati da un immobilismo ingiustificabile. Tutto è rallentato. Ci fermeremo quando avremo ottenuto il giusto nei confronti dei professionisti della sanità e dei cittadini", fa sapere il vicepresidente della Res Ares, Marco Fenudi.
Il nodo principale resta della precarietà organizzativa. "Dalla nascita di Ares viviamo in una situazione di precarietà. Nonostante non siamo mai passati da commissariamenti, continuiamo a vivere una situazione precaria per quanto riguarda l'organizzazione strutturale della nostra azienda. Le istituzioni ancora frenano l'attuazione dell'atto aziendale", spiega Luca Onnis, coordinatore Rsu Ares.
Intanto, i lavoratori di dichiarano pronti ad organizzare iniziative di protesta, nel caso di mancate risposte concrete da parte della Regione. "Siamo pronti ad innalzare il livello del confronto qualora l'Assessorato non provveda immediatamente a sbloccare la situazione", conclude Onnis.