Grillo all'attacco sugli "stipendi d'oro" dei consulenti di Todde, il M5S sardo: "È mosso da rabbia, fa nomi senza verificare"

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CAGLIARI. Sono arrivate come una pugnalata alle spalle per il M5s sardo le parole di Beppe Grillo sugli stipendi d'oro di consulenti e collaboratori esterni della Giunta Todde. L'ex garante del Movimento 5 stelle ieri ha scritto un lungo post sul suo blog per attaccare (ancora una volta) la creatura a cui il 4 ottobre del 2009, con Gianroberto Casaleggio, ha dato la vita.

Nel mirino proprio la Regione Sardegna e gli "incarichi di peso":  "Per una forza politica che si ispira a San Francesco, se fosse mai salita al governo della Sardegna, il primo punto all’ordine del giorno avrebbe dovuto essere proprio quello di abolire questa legge (definita "poltronificio")", scrive Grillo, "È stata effettivamente abolita questa norma? No, è stata sfruttata. Proprio da chi la voleva abolire. So che gli amici sardi sono particolarmente orgogliosi della propria bellissima terra, e non ne vogliono sapere di 'colonialismo', di gente che viene 'dal continente'. Sul sito della regione Sardegna possiamo vedere alcuni degli incarichi assegnati dalla nuova giunta, con i curriculum e gli importi". L'ex garante del Movimento cita il portavoce della Presidente Jacopo Gasparetti, "che si definisce 'Laureando in Scienze Politiche Relazioni Internazionali' ed è titolare del Contratto TD n.134, prot.17622 del 30.04.2024, che nel periodo 2024-04-30 – 2029-02-25 prevede un compenso di importo lordo pari a 592.591,41 euro. Cinquecento novantadue mila cinquecento novantuno euro e quarantuno centesimi", e ancora Mariaassunta Matrisciano, Luca Caschili e Cinzia Pilo. 

In serata, la replica del M5S sardo: "Grillo ha percepito 300mila euro l'anno dal Movimento e li ha usati per tentare di destabilizzarlo. Ha provato in tutti i modi a sgambettare il M5S e Giuseppe Conte, perché non ha mai accettato di essere stato sfiduciato dalla sua comunità politica in modo incontrovertibile, né che Conte goda del più ampio sostegno possibile all'interno del Movimento. È mosso da rabbia e livore, e questo post ne è l'ennesima prova. Il 4 ottobre è il compleanno del Movimento, non il suo".

Nella nota si legge: "Grillo parla di Sardegna senza conoscerne i territori. Negli anni passati, quando era ancora garante, i consiglieri regionali del Movimento non hanno mai avuto il piacere di un confronto con lui. Siamo contenti che oggi riceva e accetti le imbeccate di qualcuno che dal Movimento è uscito, ma farebbe bene a informarsi meglio prima di scrivere post completamente sballati, pieni di informazioni false che non rappresentano la verità dei fatti. D'altronde ci siamo abituati: ogni volta che Grillo ha aperto bocca sulla Sardegna non ne ha detta una giusta e questa volta non fa eccezione", sottolineano i pentastellati sardi. "Grillo fa nomi e cognomi senza nemmeno verificare. Cinzia Pilo e Mariassunta Matrisciano non lavorano più in Sardegna da mesi: le cifre che attribuisce loro raccontano una realtà che non esiste. E lui stesso è costretto ad ammettere che tutto è lecito e pubblicato in totale trasparenza sul sito della Regione. Se oggi può fare quell'elenco, è perché questa giunta rende pubblico ogni incarico. Per quanto riguarda Gasparetti, non credo faccia scalpore che un professionista venga retribuito in linea con le remunerazioni di professionisti che sono al suo stesso livello. C’è un aspetto che però dovrebbe far riflettere: un adulto di 80anni attacca e scredita pubblicamente un giovane di 30. E pensare che era proprio Grillo a parlare dell’importanza dei giovani per il nostro Paese. Inoltre, va ricordato che lo stipendio dei capi di gabinetto è stabilito per legge (L.R. Sardegna 26 agosto 1988, n. 32, art. 28) e non c’entra nulla con la legge poltronificio. Ennesima imprecisione”, aggiungono.

Il M5S Sardegna entra nel merito: "La legge 107 del 2021 riformava l'Ufficio di Presidenza, non c'entra con ogni incarico regionale. Il "centinaio di consulenti" comprende in realtà tutte le figure di staff, dagli addetti di gabinetto agli uffici stampa, che in passato venivano rendicontate altrove. Grillo non dice una parola sul PNRR: oltre 9mila progetti da attuare e rendicontare entro scadenze europee, con un organico regionale sotto del 30%. Né sui risparmi di una giunta che ha scelto di non assegnare incarichi che poteva legittimamente conferire, a partire dai capi dipartimento, tutelando le casse regionali per milioni di euro. Il Movimento 5 Stelle non prende lezioni di morale francescana da chi la usa per colpire gli altri e per primo non l'ha mai seguita in vita sua".