CAGLIARI. "È peggio di una morte, io continuo a cercarla". La sorella di Martina Lattuca parla a Chi l'ha visto, nel corso dell'ultima puntata andata in onda ieri sera. La quarantanovenne è scomparsa il 18 novembre dello scorso anno. Da qualche giorno stava male, raccontano i familiari, quella mattina il compagno è uscito con il figlio per accompagnarlo a scuola, poi è andato al lavoro. Martina invece è uscita con la sua auto ed è arrivata a Calamosca. Le telecamere di videosorveglianza l'hanno ripresa mentre usciva dal mezzo a piedi. Poi più nulla. Il suo zaino e le scarpe erano state trovate in mare tra la grotta dei Colombi e la Grotta Marina: all’interno c’erano i documenti della donna. Ma di lei nessuna traccia. Per giorni i sommozzatori dei vigili del fuoco e alcuni canoisti della zona l'hanno cercata, invano.
È passato quasi un anno da quel giorno, la Procura aveva aperto anche un'inchiesta sul caso, ma i familiari da allora non hanno saputo più nulla. Né un corpo su cui piangere né un indizio. Di certo però non credono all'ipotesi del suicidio. "Martina non lo avrebbe mai fatto", racconta un'amica. E il canoista che trovò i suoi effetti personali spiega: "Questa è una zona abbastanza chiusa e se qualcuno si butta dalle falesie è difficile che poi non si trovi". L'appello dei familiari è rivolto a chiunque l'abbia vista quel giorno, a Calamosca.