Migranti, lavori terminati a Monastir: separati il Cas e l'hotspot

 

MONASTIR. Sono terminati i lavori di separazione del Cas e dell'hotspot nell'ex scuola di polizia penitenziaria di Monastir che ospita adesso 389 migranti, eliminando così la promiscuità tra migranti in attesa di asilo e quelli appena giunti sul territorio nazionale. Lo riporta Adnkronos. Una separazione fortemente voluta dai sindacati di polizia per evitare tensioni e affollamento tra le due strutture. L'hotspot, attualmente vuoto per l'assenza di sbarchi nell'ultima settimana a causa delle cattive condizioni meteo, “potrà ora essere sorvegliato con maggiore sicurezza”. In questa struttura potranno essere quindi gestite meglio le visite mediche e le operazioni di fotosegnalamento e identificazione, che procederanno al ritmo di 70 persone al giorno.

“Nonostante ci siano ancora criticità sulla logistica e sulla sicurezza pubblica, soprattutto nei paesi limitrofi, apprezziamo lo sforzo e i tempi brevi per il completamento dei lavori di separazione tra il Cas e l'hotspot”, afferma all'Adnkronos Massimo Vargiu, segretario provinciale del Siulp. “Questo garantirà una tutela maggiore alle forze di polizia deputate alla sorveglianza del centro. Continuiamo a ribadire comunque che l'hotspot va sposato da Monastir e dislocato nell'ex casa circondariale di Iglesias – dice Vargiu -, una struttura che offre maggiori garanzie di sicurezza e in considerazione del fatto che oltre il 90% degli sbarchi avviene nelle coste del Sulcis e quindi sarebbe meglio raggiungibile”.

Resta ancora qualche tensione al porto di Olbia, dove numerosi migranti provenienti da Monastir e destinatari di provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale, a cui ottemperare in tempi ristretti, sono in attesa di potersi imbarcare per i porti di Civitavecchia e Livorno per poter raggiungere i porti e gli aeroporti d'imbarco per i loro Paesi d'origine.