"Odissea per centinaia di famiglie sarde e i disabili gravi negli ospedali sardi": Sorgia annuncia un'interrogazione urgente

 

CAGLIARI. “È inaccettabile che centinaia di famiglie sarde, già provate dalla gestione quotidiana di una disabilità grave, debbano scontrarsi con un muro di gomma burocratico e sanitario che nega di fatto il diritto primario alle cure”. Lo ha detto il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Sorgia, che ha annunciato un’interrogazione urgente rivolta al Presidente della Regione/assessore regionale alla Sanità per denunciare la grave carenza di percorsi diagnostico-terapeutici dedicati ai pazienti non collaboranti, in particolare quelli affetti da disturbi dello spettro autistico severo.

Il documento depositato porta alla luce un "cortocircuito drammatico che si consuma quotidianamente nelle strutture pubbliche e in quelle private accreditate dell'Isola".  Per questi pazienti, impossibilitati a comunicare il proprio dolore o a restare immobili durante esami strumentali indispensabili come una Tac, la sedazione o l';anestesia sono una necessità clinica assoluta, senza la quale l'indagine è di fatto ineseguibile. “Ci troviamo di fronte a un paradosso disumano. Ai pazienti esterni viene spesso prescritta la diagnostica senza prevedere la contestuale anestesia. Quando le famiglie si rivolgono alle principali aziende ospedaliere per eseguire l'esame in sedazione, si sentono rispondere che tale procedura è riservata esclusivamente ai pazienti già ricoverati. Ma al tempo stesso, i reparti specialistici rifiutano i ricoveri adducendo la mancanza dei "presupposti" o di una diagnosi chiara, che però non può essere formulata senza quegli stessi esami. È un limbo burocratico che blocca ogni via d'uscita e aggrava pericolosamente le condizioni di salute dei soggetti più fragili” continua Sorgia. A questo quadro già drammatico si aggiunge la criticità delle liste d'attesa: l'interrogazione evidenzia come presso alcune strutture private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale le richieste di ricovero per i pazienti fragili finiscano a volte per "perdersi" nei meandri dei sistemi informatici o amministrativi, lasciando le famiglie senza risposte per mesi. “Non si tratta di casi isolati, ma di una grave lacuna di sistema che trasforma il diritto alla salute in un logorante calvario per intere famiglie, condannate a un profondo senso di abbandono da parte delle istituzioni», continua il consigliere. Con l'atto formale, Sorgia chiede un intervento immediato dei vertici regionali per sbloccare questo stallo inaccettabile e sollecita un impegno strutturale e definitivo: «Chiediamo alla Giunta regionale e alle direzioni sanitarie coinvolte, azioni straordinarie per garantire l'immediata esecuzione degli esami bloccati. Ma soprattutto, pretendiamo che si ponga fine a questa vergogna introducendo in tutta la rete ospedaliera sarda percorsi dedicati strutturati, sul modello del protocollo Dama (Disabled Advanced Medical Assistance). L'autismo o altre forme di disabilità grave non devono rappresentare mai più un ostacolo all'accesso alle cure e ai presidi diagnostici fondamentali”, conclude Sorgia.