CODRONGIANOS. "Arsenico e altri metalli pesanti nei terreni dello stabilimento che fino a pochi anni fa produceva l'acqua minerale San Martino, a Codrongianos, nel Sassarese". La notizia è stata anticipata da La Nuova Sardegna, dopo il blitz dei carabinieri del Noe, che avrebbero rilevato la presenza di fanghi scaricati e nascosti sotto pochi metri di terra, insieme a cumuli di rifiuti di plastica.
Il quotidiano del nord Sardegna cita l’inchiesta della Procura di Sassari, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di due persone, gestori dello stabilimento. La società era finita in liquidazione giudiziale nell’aprile del 2025.
Nel magazzino di produzione, si legge sulla Nuova, sarebbero stati individuati fino a 750 metri cubi di terreno mescolato a rifiuti, con l’arsenico pari a 560 volte la soglia. I rilievi al momento - viene precisato - riguardano solo il terreno, non l'acqua che per trent'anni è stata bevuta dai sardi. Ma sugli scarichi non autorizzati e inquinanti la Procura di Sassari ha aperto un'inchiesta per disastro ambientale.
