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ORISTANO. Sono saliti a sedici i casi umani di contagio da virus della Febbre del Nilo nella Provincia di Oristano. Le ultime due diagnosi sono state per due ultrasettantenni: il primo ricoverato all’ospedale San Martino di Oristano, il secondo invece, dopo un passaggio al pronto soccorso, ha fatto rientro a casa.
Sono state avviate dal dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano l’inchiesta epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono da parte delle autorità competenti la disinfestazione dell’area di residenza delle persone, che hanno contratto il virus.
I CASI PRECEDENTI
Il primo caso di West Nile risale al maggio scorso e ha riguardato un soggetto ultrasessantenne, il secondo una persona ultranovantenne che, dopo aver contratto il virus e sviluppato la malattia, era purtroppo deceduta.
Il terzo caso, un ultrasessantenne, che è stato dimesso dal presidio ospedaliero oristanese ed è tornato a casa, il quarto un ultraottantacinquenne, ancora ricoverato al San Martino, il quinto caso e il sesto caso un cinquantenne e un ultrasettantenne, che hanno fatto rientro entrambi nelle loro abitazioni, il settimo e l’ottavo caso due ultrasettantenni ancora ricoverati all’ospedale San Martino di Oristano, il nono un ultracinquantenne, che ha già fatto rientro a casa.
Dal decimo al dodicesimo caso due ultrasettenni e un ultracinquantenne, ancora ricoverati presso il presidio ospedaliero oristanese, il tredicesimo e quattordicesimo caso un ultracinquantenne e un ultraottantenne, anche loro ancora in osservazione nell’ospedale di Oristano.
I CONSIGLI
La direttrice del dipartimento di Prevenzione Maria Valentina Marras ha ricordato: “Invitiamo ancora una volta le cittadine e i cittadini, in particolare i soggetti fragili e anziani, a prevenire eventuali situazioni a rischio e a proteggersi dalle punture di questo insetto con tutti gli strumenti che ricordiamo: evitare i ristagni d’acqua, proteggersi con spray repellenti e abiti lunghi quando si è all’aperto, schermare la propria casa con zanzariere”.
“Ricordiamo che questi comportamenti virtuosi rappresentano l’unica misura di prevenzione e di protezione contro questa malattia. Ed è necessario che chi si prende cura di anziani e bambini, si accerti che questi ultimi attuino queste misure di protezione”, ha aggiunto la direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina.