Aree non idonee, la consulta dà ragione al Governo (con riserva): "La Regione non può avanzare divieti assoluti"
CAGLIARI. La Corte Costituzionale ha bocciato la legge della Regione Sardegna che bloccava le autorizzazioni per i nuovi impianti di energia rinnovabile (come pale eoliche e pannelli solari) nelle aree ritenute non idonee. Al centro la misura introdotta dall'art. 1, comma 1, lettera b), della legge regionale n. 31 del 6 novembre 2025: si puntava ad una sospensione, un modo per prendere tempo fino all'arrivo del regolamento regionale sugli impianti sulle aree considerate non idonee.
La decisione arriva dopo il ricorso del Governo, promosso dal presidenza del Consiglio dei Ministri. Secondo i giudici della Consulta, fermare le domande dei progetti, anche se solo in attesa di un nuovo regolamento, va contro le leggi nazionali ed europee che spingono per la diffusione dell'energia pulita. Inoltre, un blocco totale è giudicato ingiusto.
La Corte confermato che la transizione energetica non può però, comportare "l’integrale assorbimento delle competenze regionali in materia urbanistica, paesaggistica e di governo del territorio. Per tale profilo, sono stati, infatti, valorizzati il ruolo della pianificazione territoriale regionale e la particolare posizione costituzionale delle autonomie speciali, riconoscendo alle regioni la possibilità di incidere sulla localizzazione degli impianti Fer". Questo non sigifica per la corte che le competenze regionali "possano tradursi in moratorie generalizzate incompatibili con i principi fondamentali della materia né compromettere la continuità del sistema autorizzativo nazionale".
E si legge: "Questa Corte ha già chiarito che la qualificazione di non idoneità delle aree all’installazione di impianti Fer «non può mai equivalere a un divieto assoluto e aprioristico» (sentenza n. 134 del 2025); pertanto, la Regione autonoma Sardegna non può ostacolare la realizzazione di tali impianti sul proprio territorio, poiché ciò è in palese contrasto con l’esigenza dello sviluppo di energie rinnovabili"
Nonostante lo stop alla moratoria, la Regione Sardegna vede comunque degli aspetti positivi nella decisione. "La Consulta ha riconosciuto che la Sardegna ha diritto di dire la sua e di pianificare dove far sorgere i campi energetici", hanno spiegato gli assessori regionali Emanuele Cani (Industria) e Francesco Spanedda (Urbanistica). La Regione ha quindi fatto sapere che andrà avanti con le sue regole.