Stop allo sconto delle accise sul carburante, Codacons: "Il Governo non mantiene le promesse"

ROMA. Da oggi l’accisa sul gasolio torna al livello “normale” in vigore dal primo gennaio scorso, a 672,90 euro per mille litri, con un aumento di 50 euro per mille litri. Lo riporta Adnkronos.

Sui prezzi Eni l’effetto, Iva inclusa, è di sei centesimi al litro; sui prezzi medi nazionali, per ora, solo di due millesimi al litro. Nel frattempo però rincarano anche Gpl e metano. Eni lo aveva scritto: il tetto ai prezzi era “correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore”. Finita l’agevolazione, alzato il tetto.

"Come previsto dal Codacons, lo stop al taglio delle accise sul gasolio ha portato ai primi rialzi per il gasolio sulla rete stradale, interrompendo l’ondata di ribassi registrata negli ultimi giorni dopo gli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil". Lo denuncia il Codacons, che ricorda come ieri sia scaduto lo sconto fiscale da 6,1 centesimi di euro sul diesel.

Il prezzo medio del gasolio segna una inversione di tendenza salendo oggi sulla rete ordinaria a 2,244 euro al litro dai 2,242 euro di ieri, mentre sulle autostrade il prezzo medio è di 2,267 euro al litro (2,266 euro/litro ieri), ritocchi al rialzo che si registrano nonostante sconti e price cap avviati dai marchi petroliferi e che rappresentano un segnale negativo per gli automobilisti.

"E sul fronte delle accise il governo sembra non mantenere le promesse – attacca il Codacons – L’esecutivo aveva infatti annunciato l’applicazione del meccanismo delle accise mobile a partire dal 6 ottobre, ma ancora non si vede l’atteso decreto interministeriale Mase-Mef, con la conseguenza che per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti, e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere", conclude.