Sardegna chiAMA Cina: il 23 ottobre a Cagliari il convegno dell'assessorato del Turismo

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Articolo pubbliredazionale

 

CAGLIARI. L'assessorato regionale del Turismo porta la Cina a Cagliari. Venerdì 23 ottobre, alle 15.30, al T-Hotel, si tiene "Sardegna chiAMA Cina: scoprire, connettere, attrarre". Nella conferenza-seminario saranno presentati i risultati della campagna di promozione che la Regione ha realizzato con Huawei sul mercato cinese tra maggio e giugno di quest'anno. Ad aprire i lavori, l'assessore Franco Cuccureddu e Jaime Gonzalo, vicepresidente di Huawei per l'Europa. E se non poteste essere presenti, nessuna paura: l'incontro sarà trasmesso anche in streaming. Alessio Viola, anchorman di Sky TG24, coordinerà i lavori del seminario che seguirà e che ci guiderà attraverso la nuova realtà del turismo dei viaggiatori cinesi.

Scordate le comitive di quindici anni fa: oggi i cittadini del Dragone viaggiano in gruppi ristretti, cercano esperienze originali e chiedono servizi di alta qualità. Il mondo imprenditoriale sardo dovrà adeguarsi a questi nuovi standard. Il seminario avrà proprio questo scopo: spiegare agli operatori come costruire proposte adatte e come migliorare l'accoglienza. I milioni di cinesi che hanno scoperto la Sardegna con la campagna promozionale Regione-Huawei adesso devono venire a visitarla davvero, conoscerla e amarla.

Dopo questa conferenza, sarà direttamente la Sardegna, con le sue istituzioni e i suoi operatori, ad andare a Shanghai per corteggiare e conoscere un così affascinante e ricco mercato. La campagna Regione-Huawei ha usato tre strumenti. Le affissioni digitali nelle città e negli aeroporti, viste da oltre 8,6 milioni di persone. La pubblicità sui telefoni, che ha prodotto 21 milioni di visualizzazioni e un tasso di clic superiore al 9 per cento. È un ottimo dato. Ma non basta. Sempre l'assessorato del Turismo ha chiesto la collaborazione di un gruppo di creatori di contenuti e opinion leader cinesi, che visiteranno le realtà dell'isola per raccontarla a chi li segue in rete. In tutti e tre i casi la Sardegna è stata presentata in lingua cinese: paesaggi, patrimonio culturale, feste tradizionali, enogastronomia. La ragione della scelta cinese va oltre il mero dato numerico. Il viaggiatore cinese è sempre più colto, esigente e non incuriosito da mete note e abuusate. Cerca, soprattutto, chi abbia conservato un'identità.

La Sardegna è fra i pochi luoghi d'Europa a offrirla intera: una civiltà di quattromila anni scritta sulla pietra, lingue e feste ancora vive, una tradizione forte di una cucina che nasce dalla terra. Questo cambia la geografia e il calendario del turismo sardo: l'interno vale quanto la costa, ottobre vale quanto agosto. Un'opportunità per le imprese dell'isola per lavorare con periodi più lunghi e con ospiti che riconoscono la qualità e ne accettano i costi.