L'autunno mette in crisi le coppie? Lo studio: "In Sardegna famiglie più stabili"

CAGLIARI. Con l'arrivo dell'autunno, il calo delle temperature e la riduzione delle ore di luce tornano a condizionare l'equilibrio psicofisico degli italiani, con ripercussioni che si estenderebbero fino alla vita di coppia e all'ambiente familiare. È quanto emerge da un'indagine condotta dalla rivista online Spot and Web su un campione di cinquanta psicologi, secondo la quale il cambio di stagione registrerebbe un aumento delle tensioni coniugali legate a manifestazioni di irritabilità e stress. Ma a ad avere le coppie più stabili è la Sardegna a quanto pare. 

Dall'analisi promossa dal giornale online risulta che l'anomala irritabilità del partner rappresenterebbe la causa principale delle discussioni domestiche nel 45% dei casi esaminati. Seguirebbero gli stati d'ansia non compresi dal coniuge (27%), mentre insonnia e insofferenza condizionerebbero la vita di coppia nel 18% delle segnalazioni; meno incisive riulterebbero invece la malinconia (7%) e l'astenia (3%).

Il fenomeno sarebbe legato a fattori di adattamento biologico alle variazioni climatiche e luminose. "Alla base di questi processi spesso la responsabilità è da attribuire anche alla fase di adattamento fisiologico, dovuto al calo repentino delle temperature e la rapida diminuzione delle ore di luce cui l’estate ci ha abituato", dichiara Camilla Pizzoni, direttore generale di Pool Pharma. "La reazione sfocia in irrequietezza accompagnata dalla difficoltà a riposare che rendono le giornate impossibili e sono segnali da non sottovalutare: l’agitazione porta, nel tempo, a una condizione di stress psicofisico a volte anche intollerabile".

La rilevazione evidenzia inoltre una distribuzione geografica disomogenea dei disagi all'interno della penisola, mettendo in relazione l'impatto dei cambi stagionali con i differenti stili di vita territoriali. Secondo lo studio, le coppie residenti in Lombardia risulterebbero le più esposte all'instabilità autunno-invernale (65%), seguite da quelle del Veneto (55%), del Lazio (48%), del Piemonte (35%) e dell'Emilia-Romagna (33%). Sul fronte opposto della graduatoria figurerebbero invece i nuclei familiari di Calabria (4%), Abruzzo (8%), Sicilia (12%), Campania (14%) e Sardegna (17%).

"I cambiamenti di stagione hanno sempre un impatto nella psicologia delle persone", spiega la psicologa e psicoterapeuta Serenella Salomoni. "Per la coppia diventa utile andare alla ricerca di fare qualcosa di interessante e condiviso, di attività nuove che spezzino la routine e che dia piacere a entrambi". Un quadro in cui si inseriscono anche le valutazioni di natura sociologica e legale espresse da Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami): "Se è vero che i momenti di convivenza forzata, vacanze e Natale su tutti, portano alle crisi è altrettanto vero che il ritorno alla vita di tutti i giorni può essere un elemento scatenante delle crisi di coppia pur non essendo l’unico. A Milano su 1000 matrimoni 500 finiscono in tribunale e 1/3 di queste separazioni o divorzi riguardano gli over 65, viviamo in un’Italia completamente cambiata, con un atteggiamento consumistico rispetto al matrimonio".

Accanto ai riflessi sulle relazioni, la ricerca elenca i disturbi fisici e cognitivi maggiormente segnalati con l'ingresso dell'autunno: ansia, insonnia, debolezza, calo delle motivazioni, oltre a fame nervosa, difficoltà digestive e un'aumentata vulnerabilità ai malanni stagionali dovuta a possibili alterazioni del microbiota intestinale. "Oltre alla percezione di essere sempre sulle spine, di avere qualcosa da fare che non ricordiamo, chi è cronicamente irrequieto spesso vive un senso di paura di perdere il controllo, fa pensieri catastrofici circa l’eventualità di dimenticare qualcosa di importante", aggiunge Pizzoni, richiamando l'attenzione anche sul tema dell'idratazione: "In autunno le temperature si abbassano, il livello di umidità ambientale diminuisce e di conseguenza la percezione della sete si attenua ma il corpo continua a perdere liquidi attraverso la respirazione, la digestione e altri processi metabolici. Le persone ne sono meno consapevoli perché quando l’aria diventa più fresca lo stimolo della sete può ridursi fino al 40%".

Per contenere i disagi legati al cambio di stagione, l'indagine suggerisce infine l'adozione di precise condotte quotidiane: dallo svolgimento di attività fisica moderata all'aria aperta alla regolazione dei ritmi sonno-veglia e dei pasti, fino a un'alimentazione ricca di prodotti freschi di stagione e all'eventuale ricorso a integratori di melatonina previo parere medico o farmaceutico.