Dalla formazione al lavoro: in Sardegna una filiera per le competenze del futuro

 FSEFederico

 

Articolo pubbliredazionale

 

Avvicinare sempre di più la formazione al mondo del lavoro, offrendo ai giovani competenze realmente spendibili e alle imprese professionalità capaci di rispondere all’evoluzione dei settori produttivi. È questa la direzione lungo la quale si sviluppa in Sardegna la filiera dell’istruzione e della formazione professionale, attraverso un sistema che accompagna i giovani dalla qualifica alla specializzazione tecnica e punta a rafforzare il collegamento tra apprendimento ed esperienza nei contesti produttivi.

Uno degli strumenti centrali è il Sistema Duale, che integra la formazione in aula con attività realizzate a diretto contatto con il mondo del lavoro. Il percorso può comprendere imprese formative simulate, compiti di realtà, visite aziendali, alternanza rafforzata in impresa e apprendistato duale per la qualifica. Un approccio che consente ai ragazzi di confrontarsi con il lavoro mentre studiano, verificare sul campo ciò che hanno imparato e, allo stesso tempo, entrare in relazione con le imprese, che possono contribuire alla formazione delle professionalità di cui hanno bisogno.

Il Sistema Duale rappresenta anche uno strumento di inclusione e di contrasto alla dispersione scolastica, offrendo una possibilità concreta ai giovani che faticano a riconoscersi nei percorsi di istruzione più tradizionali. A livello nazionale, nel 2025 il tasso di dispersione scolastica è sceso all’8,2%, mentre il sistema duale sostenuto dal PNRR ha coinvolto 189 mila giovani, rispetto ai 90 mila inizialmente previsti, con risultati particolarmente significativi nel Mezzogiorno.

In Sardegna la filiera prende avvio dai percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale – IeFP, rivolti ai giovani che hanno concluso la scuola secondaria di primo grado e non hanno ancora compiuto 18 anni. Al termine del percorso viene conseguita una Qualifica professionale di livello EQF3, inserita nel Repertorio nazionale e riconosciuta a livello nazionale e comunitario.

Ma la formazione professionale deve essere anche capace di cambiare insieme al lavoro. Per questo il nuovo ciclo IeFP 2026-2029 introduce la possibilità per le agenzie formative di utilizzare, nella terza annualità, fino a 100 ore aggiuntive dedicate all’innovazione digitale, all’evoluzione tecnologica, all’intelligenza artificiale, alla transizione ecologica e alle specificità territoriali.

I moduli prevedono il coinvolgimento di imprese appartenenti ai settori strategici, poli tecnologici e consorzi di settore. L’obiettivo è portare le nuove competenze digitali non soltanto nei profili già fortemente tecnologici, come quelli dell’operatore grafico, informatico o elettrico, ma anche nei mestieri più tradizionali, sempre più interessati dall’innovazione dei processi e degli strumenti di lavoro.

Anche l’offerta formativa si amplia. Per il ciclo 2026-2029 sono previsti 49 percorsi IeFP finanziabili, con avvio a settembre 2026. È stata inoltre innalzata a 18 anni la soglia per l’accesso alla prima annualità, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di partecipazione.

Il percorso, inoltre, non termina con la qualifica. Chi consegue il livello EQF3 può proseguire con il quarto anno e ottenere il Diploma professionale di Tecnico, corrispondente al livello EQF4. A completare la filiera ci sono poi i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore – IFTS, rivolti ai giovani fino a 35 anni, che consentono di conseguire un Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore riconosciuto a livello europeo.

Per il 2026-2027 è previsto il finanziamento di 30 progetti IFTS, per un investimento complessivo di 4,9 milioni di euro a valere sul PR Sardegna FSE+ 2021-2027. Una componente della programmazione che rafforza ulteriormente il legame tra formazione specialistica, competenze professionali e fabbisogni del sistema produttivo.

Il forte interesse registrato quest’anno per i percorsi IeFP e IFTS ha inoltre reso necessario un rafforzamento delle risorse disponibili. L’elevato numero di iscrizioni ha infatti determinato la necessità di incrementare la dotazione finanziaria inizialmente prevista, pari a 3,8 milioni di euro a valere sul PR Sardegna FSE+ 2021-2027, con l’obiettivo di consentire l’avvio del maggior numero possibile di percorsi formativi e rispondere adeguatamente alla domanda dei destinatari. Un investimento che amplia le opportunità di qualificazione e specializzazione professionale e rafforza, allo stesso tempo, il ruolo di questi percorsi anche come strumento di contrasto alla dispersione scolastica.

A confermare il valore della formazione professionale come possibile porta d’ingresso nel mercato del lavoro sono anche i dati della IV indagine nazionale INAPP. Il 72,1% dei qualificati nei percorsi triennali trova un’occupazione, mentre il 6,1% prosegue il proprio percorso formativo. Tra i diplomati lavora il 69,2%, mentre l’8,7% continua a formarsi. Per gli allievi stranieri la quota degli occupati raggiunge il 77,1%.

Non conta soltanto trovare un lavoro, ma anche la sua coerenza con le competenze acquisite. Il 60,3% dei qualificati occupati svolge un’attività coerente con la formazione ricevuta, una percentuale che sale al 71,2% tra i diplomati. Anche la stabilità occupazionale restituisce un dato significativo: il 44,2% dei qualificati occupati ha un contratto a tempo indeterminato, quota che sale al 64,5% tra i diplomati.

La sfida è quindi costruire una formazione capace non soltanto di seguire i cambiamenti del mercato del lavoro, ma di anticiparli. Un sistema nel quale scuola, formazione e imprese possano dialogare sempre di più e nel quale le competenze acquisite siano riconosciute, aggiornate e concretamente utilizzabili.

È in questa prospettiva che gli interventi sostenuti dal PR Sardegna FSE+ 2021-2027 contribuiscono a costruire percorsi più vicini al lavoro e alle sue trasformazioni, accompagnando i giovani verso la qualificazione professionale e creando, allo stesso tempo, un collegamento più stretto tra il sistema della formazione e quello produttivo. 


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