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Tre segretari (a ore) per 11 paesi: rivolta dei Comuni montani in Sardegna

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SORGONO. La comunità montana Gennargentu-Mandrolisai approva un documento di protesta per la grave situazione dei Comuni causata dalla carenza di Segretari comunali

 Il documento esprime tutto il malcontento e la preoccupazione di tutti i comuni facenti parte la comunità̀ montana Gennargentu Mandrolisai, concernente la gravissima carenza di segretari comunali, che ormai di fatto impedisce alle amministrazioni comunali, di poter adempiere a qualsiasi compito, con il serio e concreto rischio di una paralisi dell’attività̀ amministrativa, e di messa in discussione del ruolo stesso dei Segretari comunali e degli stessi amministratori comunali se non sarà̀ data una immediata soluzione a tale problema.

Degli undici comuni facenti parte della su citata C. M. solo tre possono vantare un segretario comunale in convenzione e per di più̀ per pochissime ore al mese.

La situazione è assolutamente drammatica - dice il Presidente Alessandro Corona - e il fatto che altri Comuni e altri territori siano nella medesima situazione non ci rincuora ma ci preoccupa maggiormente. La presenza saltuaria e persino l'assenza dei Segretari comunali penalizza fortemente l'attività amministrativa e tutto ciò si riversa sui cittadini, i quali ovviamente hanno da esprimere il proprio rammarico direttamente ai Sindaci, i quali ovviamente non sono colpevoli di questa assurda situazione.

Alcuni comuni come Belvì, Meana stanno subendo gli effetti della legge chiamata quota 100, presto saranno nella medesima situazione il comune di Sorgono, quello di Austis, mentre invece Gadoni ha dovuto subire il trasferimento nel sassarese del proprio segretario, comuni come Ortueri e Teti hanno un segretario a scavalco, fino ad arrivare alla situazione più triste e desolante che è quella rappresentata dal comune di Aritzo, che negli ultimi quattro anni e mezzo praticamente si è dovuto affidare esclusivamente, tranne una breve parentesi durata circa sei mesi, solo del supporto di segretari a scavalco, dei quali apprezziamo la competenza, la pazienza, la competenza, l’abnegazione ed il senso di responsabilità̀ che hanno sempre dimostrato, garantendo a queste amministrazioni di sopravvivere.

E' evidente come questo problema stia paralizzando l'attività degli amministratori - prosegue il Presidente Corona - ma è altrettanto evidente come non ci siano misure per contrastare questo fenomeno e risolverlo. Si nota un certo immobilismo da parte degli Enti superiori che evidentemente non avendo questo problema non lo ritengono importante.

Pertanto è ormai improcrastinabile programmare azioni straordinarie, per consentire alle amministrazioni comunali di poter espletare il proprio mandato nell'esclusivo interesse dei cittadini. 

Tale carenza è evidentemente ancora più grave nelle zone interne dove gli amministratori sono chiamati a uno sforzo superiore, dovuto alla carenza di personale e alle ristrettezze dei bilanci - continua Alessandro Corona - che di fatto bloccano l'attività amministrativa. Si parla tanto, in campagna elettorale, di rilancio delle zone interne, di potenziamento dei servizi e di misure per contrastare lo spopolamento e la debolezza economica e poi non si mettono le amministrazioni locali nella condizione di operare con serenità e celerità. E' questo il paradosso che vogliamo evidenziare con l'auspicio che si chiacchieri di meno e si agisca di più.

Il documento è stato inviato agli organismi che secondo l'Ente montano devono farsi carico di questa problematica, con un appello particolare all'Anci che definisca un tavolo operativo che certifichi, con tempistiche certe, la volontà di porre rimedio ad anni di incuria e di cattiva progettazione. 

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