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ELMAS. Oltre settanta negozi, un parco urbano di sette ettari e circa duemila posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto: ha aperto ufficialmente questa mattina a Elmas il Fass Shopping Centre, il nuovo polo commerciale nato dalla riqualificazione dell’ex area industriale Fas.
“Questo è il centro che abbiamo voluto creare per tutta la Sardegna. Parliamo di circa 1.200 assunzioni dirette tra i negozi e il centro commerciale. Con l’indotto arriveremo a circa 2.000 persone”, spiega l’amministratore unico della società Villa del Mas, Stefano De Pascale.
La struttura si estende su oltre 50 mila metri quadrati e ospita una settantina di attività commerciali, con il 90% dei punti vendita già operativi dal giorno dell’apertura. Tra le insegne all’interno del nuovo polo commerciale di Elmas ci sono i colossi dell’arredamento Ikea e Leroy Merlin, oltre a Cisalfa, Maisons du Monde, Eurospin, Trony, ma anche Piazza Italia, Scarpe&Scarpe e diverse attività dedicate alla ristorazione. Tra le novità spicca l’arrivo di Popeyes Louisiana Kitchen, presente per la prima volta in Sardegna.
L’apertura del Fass segna anche l’avvio di un calendario di eventi dedicati alla cittadinanza. Ad accompagnare la giornata inaugurale è stato Moses Concas. Tra i primi appuntamenti in programma anche la Fass Green Park Run, manifestazione dedicata a sport, benessere e partecipazione collettiva che si svolgerà all’interno del nuovo parco urbano.
Oltre all’offerta commerciale trova, infatti spazio anche un’area verde di oltre sette ettari con più di 700 alberi e arbusti. “Il parco è stato fortemente voluto da noi e dall’amministrazione. Sarà uno spazio aperto alla cittadinanza e ospiterà anche eventi. Stiamo già lavorando all’organizzazione della prima corsa all’interno del Fass Green Park”, spiega De Pascale.
A margine dell’inaugurazione del nuovo polo commerciale è intervenuta anche la neo (ri)eletta sindaca di Elmas Maria Laura Orrù. “Abbiamo visto tanti posti di lavoro, soprattutto per giovani, e voglio anche ricordare che molti di loro sono potuti ritornare in Sardegna”, fa sapere Orrù.












