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CAGLIARI. Crescita dei traffici, nuovi investimenti e trasformazione del ruolo dei porti sardi nel Mediterraneo. È questa la direzione del piano operativo triennale 2026-2028 dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, approvato a Olbia dal Comitato di gestione.
Il sistema portuale dell’Isola continua a crescere nei numeri: nel 2025 sono state movimentate circa 43 milioni di tonnellate di merci (+3% sul 2024). In aumento anche i container, con 286 mila Teu e un +36%, tra i valori più alti in Italia. I passeggeri superano i 7 milioni, con la Sardegna al primo posto nel traffico traghetti sulle rotte lunghe.
Il Piano si muove però in uno scenario definito di “crisi permanente”, tra instabilità geopolitica, aumento dei costi e nuove regole ambientali. Per questo l’obiettivo è cambiare ruolo ai porti: non solo scali logistici o turistici, ma una “piattaforma integrata di produzione, logistica, energia e servizi”.
Previsti interventi su Cagliari, Olbia, Porto Torres e negli altri scali principali, con nuovi terminal, dragaggi, ampliamento delle aree operative e sviluppo della cantieristica. Forte attenzione anche alla transizione energetica, con cold ironing, biometanolo e progetti su rinnovabili e Gnl, e alla digitalizzazione dei servizi portuali.
“L’obiettivo è trasformare la solidità del sistema in capacità di crescita”, ha spiegato il presidente dell’AdSP Domenico Bagalà, parlando di un riposizionamento della Sardegna nel Mediterraneo come piattaforma logistica ed energetica.
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