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MOTORI. Lo sviluppo dell’industria automobilistica ha comportato un importante aumento del numero delle macchine in circolazione sulle nostre strade. Queste innovazioni hanno reso necessaria la presenza di sistemi di protezione, sia attiva che passiva, all’avanguardia, in grado di garantire un’adeguata sicurezza per gli automobilisti.

 Secondo i dati rilasciati dall’Istat con riferimento all’anno 2016, In Italia si sono verificati 175.791 incidenti stradali che hanno comportato lesioni alle persone coinvolte e che hanno causato più di 3.000 vittime e quasi 250.000 feriti. Un bilancio spaventoso, probabilmente ancora più negativo se non fossero presenti i sistemi di sicurezza montati sulle vetture che, se utilizzati correttamente, possono salvare la vita ed evitare incidenti. Alla luce di questi dati un problema molto pressante è la mancanza di dispositivi di sicurezza adeguati sulle auto più vecchie in circolazione sulle nostre strade.

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Alcune lacune in questo senso possono essere colmate grazie all’installazione dei nuovi sistemi di sicurezza sui mezzi in nostro possesso. Alcuni strumenti tuttavia, se non montati dalla casa automobilistica nella fase di produzione, non possono essere aggiunti successivamente, impedendo che l’auto sia sicura al miglior livello possibile. Questo è decisamente un motivo in più per vendere la vecchia auto e comprarne una più recente, dotata degli ultimi dispositivi di sicurezza attiva e passiva.

Quali sono questi nuovissimi strumenti che aiutano a tutelare la vita degli automobilisti e, se possibile, ad evitare del tutto il verificarsi di incidenti? Primo fra tutti troviamo il ben conosciuto ESP, o controllo elettronico per la stabilità, che interviene nel caso di sbandamento laterale del mezzo per aiutare a mantenere l’auto nella traiettoria corretta ed evitare l’uscita di strada. Anche il BAS è molto conosciuto: questo innovativo strumento interviene in caso di frenata molto brusca, innalzando automaticamente la pressione per permettere l’entrata in funzione dell’ABS e migliorare quindi l’azione frenante sulle ruote.

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Uno strumento nuovissimo è conosciuto con il nome inglese di LDWS, Land Departure Warning System, e ha lo scopo di avvisare il conducente - tramite una spia luminosa e un segnale acustico - dell’attraversamento di una delle linee della corsia senza un motivo apparente. Un dispositivo molto utile in caso di distrazione è invece l’FCW, Forward Collision Warning, che avvisa il conducente del rischio imminente di tamponamento, aiutando così ad evitare un incidente. Uno strumento meno conosciuto è invece il BSM, Blind Spot Monitoring: un radar che presidia i punti ciechi degli specchi retrovisori laterali e avvisa il conducente della presenza di un mezzo in quella zona tramite una segnalazione visiva integrata negli specchietti stessi.

Proseguendo con lo sviluppo dell’industria dell’auto e con l’introduzione di sempre nuovi modelli possiamo prospettarci anche l’arrivo di strumenti di sicurezza attiva e passiva sempre aggiornati e all’avanguardia. Almeno finché le auto non si guideranno da sole con precisione robotica e senza la possibilità di errore umano. 

CAGLIARI. Bisogna sempre e comunque pagare per intero le cartelle di Equitalia? La risposta è no, ma è necessario sapere cosa è dovuto e cosa no. Difficilmente però il contribuente destinatario della cartella sa districarsi nella giungla di norme del settore. Adesso è tutto più facile, grazie all'App Rimedia: un'idea di Rimedia Group, società sarda specializzata nel settore.

 

L'intervista all'amministratore di RiMedia Antonio bassu e al sindaco di Ortacesus Fabrizio Mereu

Prima del suo genere in Italia, fornisce al contribuente, senza alcun costo, il servizio di preanalisi delle cartelle Equitalia ed è in grado di offrire un’immediata risposta circa la prescrizione, l’inesigibilità o la decadenza del tributo di cui si intima il pagamento.

LA PRESENTAZIONE DI APP RIMEDIA AL T HOTEL DI CAGLIARI

 

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ARBUS. Cinque piccoli bronzetti nuragici nel mare di Arbus: sono le fedelissime ricostruzioni di Giuseppe Lorai, un arburese che vive in Germania, a Dusseldorf, e che ha costruito le navicelle bronzee come testimonianza e creatività della Sardegna del passato. E oggi le dona ai cittadini del suo paese natìo. “La Flotta Shardana”, la chiama Lorai, riproduce i modelli delle navi che hanno attraversato i mari tra il XII e l'VIII secolo a.C., considerate come uno dei simboli della civiltà sarda. E in occasione del ventunesimo anniversario saranno esposte nel museo del coltello di Arbus.

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MAMOIADA. In Barbagia i vecchi rituali non si dimenticano. E come succedeva tanti anni fa, il lavatoio di Mamoiada - a quanto pare - viene ancora utilizzato per lavare i panni: lo testimonia la foto pubblicata da Sara Muggittu (Barbaricina) su Twitter, che mostra alcuni indumenti e una saponetta sul bordo dell'antico lavatoio del paese. “Esci a fare due passi e con sorpresa trovi ancora qualcuna che lava i panni nell'antico lavatoio”, si legge nel post. Un'immagine che ricorda il vecchio rito del bucato delle lavandaie e che riporta alla luce la magia di alcuni angoli della Sardegna. 

 

 

LA CURIOSITÀ. Non bisogna fidarsi di tutto quello che viene pubblicato su internet. E questo bisognerebbe saperlo. Nemmeno se la fonte è Google, con  la sua applicazione Maps. Anche perché ci sono elementi che possono essere aggiunti dagli utenti. Così un ipotetico turista rischierebbe di essere convinto di trovarsi in piazza Alliga meda (così, con due elle, anche se corretto dovrebbe averne una): piazza molta immondizia, quindi. Dove si troverebbe, stando alla mappa, un locale notturno accogliente, informale e frequentato da gruppi. In pieno centro città: ecco dove. 

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